Ascopiave, scontro sulla governance. Il parere legale scuote la Holding

Chiesto dal Comune di Morgano: «A rischio le condizioni per detenere legittimamente le partecipazioni». Spunta una terza lista per il rinnovo del Cda del gruppo di Pieve di Soligo: indica Della Pietra e Paulon

Giorgio Barbieri

Torna ad accendersi lo scontro sulla governance di Ascopiave. Ieri, nel corso dell’assemblea della controllante Asco Holding, è stato reso noto un parere legale che potrebbe essere la base per future cause in relazione alle modifiche statutarie della multiutility di Pieve di Soligo. «L’assemblea dei soci pubblici e l’assemblea di Asco Holding debbono poter deliberare indirizzi e linee guida all’organo amministrativo affinché sia assicurato ai Comuni il potere di “davvero orientare” l’azione della società», si legge nel parere legale firmato dal professor Luca Perfetti su richiesta del Comune di Morgano, «conseguentemente, la lettura dell’articolo 20 dello Statuto di Asco Holding deve essere coerente con questa esigenza».

La conclusione non sembra lasciare dubbi: «Diversamente, poiché i Comuni non saranno in grado di “davvero orientare” l’azione di Asco Holding e, attraverso quest’ultima, della società quotata controllata, non vi saranno più le condizioni per poter legittimamente detenere le partecipazioni in Asco Holding medesima». Il parere, dunque, approfondisce in particolare il tema dei poteri di indirizzo attribuiti all’assemblea dei soci - con specifico riferimento ai soci pubblici - nonché i possibili riflessi connessi alla loro eventuale limitazione, anche il relazione all’effettivo esercizio della governance di Ascopiave.

Un parere che avvalora quanto già affermato da Gianangelo Bof, sindaco di Tarzo, che aveva posto una questione di metodo e di ruolo dell’assemblea dei soci pubblici. Secondo Bof, le decisioni sulla governance della quotata Ascopiave erano state rese pubbliche senza un confronto preventivo con i Comuni soci. E alcuni obiettivi - come la ridefinizione dei ruoli o delle politiche di remunerazione - avrebbero potuto essere raggiunti direttamente attraverso il rinnovo del Cda di Ascopiave, senza ricorrere a modifiche statutarie che hanno generato reazioni sui mercati. Ma il punto centrale del suo intervento aveva riguardato proprio la funzione stessa dell’assemblea dei soci pubblici, ricordando che questo organismo era stato istituito per rispondere a una sentenza del Consiglio di Stato, che aveva evidenziato la difficoltà dei Comuni soci di esercitare un indirizzo unitario sulla società. Per questo motivo, secondo il sindaco, l’assemblea avrebbe dovuto poter esprimere almeno linee di indirizzo sulle scelte strategiche relative alla principale attività della holding.

Tutto questo mentre, in vista dell’assemblea degli azionisti di Ascopiave del prossimo 23 aprile, è spuntata una terza lista di minoranza per il rinnovo del consiglio di amministrazione del gruppo trevigiano. È stata presentata dal patto di sindacato di alcuni Comuni “ribelli” titolari del 6,7% del capitale. Si tratta dei Comuni di Segusino, Spresiano, Trevignano, Giavera, Mareno, Pieve di Soligo Follina e Riese. I nomi proposti sono quelli di Marco Della Pietra, sindaco di Spresiano, e di Gloria Paulon, prima cittadina a Segusino.

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