Dal 15 gennaio arriva l’Arbitro assicurativo: previsto un boom di ricorsi

Si tratta dell'organismo per la composizione stragiudiziale delle controversie nel settore. Fra i possibili firmatari il contraente della polizza, il beneficiario o un danneggiato

La redazione

Tra poco più di una settimana, dal 15 gennaio, diventa operativo il nuovo Arbitro assicurativo (Aas) con la possibilità di presentare i ricorsi.

Si tratta dell'organismo per la composizione stragiudiziale delle controversie nel settore, atteso da anni, che ha avuto una lunghissima gestazione e che si affianca, con alcune caratteristiche distintive, agli altri due “fratelli” presenti sul mercato italiano, che sono l'Arbitro bancario (Abf) e l'Arbitro per le controversie finanziarie (Acf).

L’arbitro assicurativo, istituito sotto l’egida dell’Ivass, l’Autorità presieduta da Luigi Federico Signorini, ha come obiettivo rafforzare la tutela del consumatore, soggetto debole di fronte alla compagnia assicurativa, che potrà presentare i reclami a costo contenuto (solo 20 euro) per via telematica.

Dall’Autorità non si nasconde la stima di un forte impatto iniziale: “uno tsunami di ricorsi” nei primi mesi di attività. La previsione si basa sul fatto che la platea dei potenziali interessati è molto più ampia di quella degli altri due organismi di risoluzione alternativa delle controversie.

All'Arbitro assicurativo potranno presentare ricorso il contraente di una polizza, l’assicurato, il beneficiario, oppure un danneggiato che può agire direttamente contro la compagnia (il caso più evidente sarà quello della Rc Auto). Il ricorso può essere presentato da un cliente consumatore, da un professionista o da un imprenditore.

Il Collegio, per ora sarà uno solo, insediato a Roma, è a geometria variabile, in base a chi presenta il ricorso. Il collegio che decide è composto da cinque componenti ma la compagine è più ampia: tre permanenti nominati dall’Ivass e gli altri designati, rispettivamente, dalle associazioni di categoria, dal Cncu (associazioni di consumatori riconosciute), dalle associazioni degli intermediari e dall’Ania.

L’Arbitro assicurativo non farà accertamenti tecnici complessi (incaricare periti o ascoltare testimoni) ma baserà le sue decisioni esclusivamente sui documenti presentati dalle parti. Per i ricorsi in cui si chiede un ristoro in denaro, l’Aas ha dei precisi paletti: per le polizze vita che prevedono il pagamento del premio solo in caso morte il limite è di 300 mila euro; per le altre polizze vita è di 150 mila euro. Per i ricorsi riguardanti polizze danni, invece, il tetto è di 25 mila euro. Il limite cambia nel caso del danneggiato che agisce direttamente contro la compagnia (risarcimento diretto della Rc Auto o polizze sanitarie) ed è di 2.500 euro.

Prima di ricorrere all’arbitro bisogna aver fatto un reclamo alla compagnia o all’intermediario e attendere l’eventuale risposta per 45 giorni. Il ricorso all’Arbitro a quel punto può partire ma senza attendere troppo: va presentato entro 12 mesi dalla presentazione del reclamo alla compagnia e deve riguardare un contenzioso non troppo vecchio: massimo tre anni. 

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