Alisea, con la grafite riciclata fiorisce il business dei gadget

L’azienda vicentina a 2 milioni di ricavi nel segno di sostenibilità e recupero degli scarti. Così il merchandising abbinato all’economia circolare diventa una formula di successo

Riccardo Sandre

 

La B Corp Alisea chiude il suo 2025 avvicinandosi ai 2 milioni di euro di fatturato, con una crescita del 15% sul 2024 e guarda ai mercati internazionali a caccia di un partner che aiuti la Pmi di Vicenza nel suo percorso di supporto alle aziende nello sviluppo di prodotti di merchandising in una logica di economia circolare.

«Ho fondato Alisea nel 1994 come “Piano B”» spiega Susanna Martucci che guida tutt’ora la società. «Sentivo le mie certezze scricchiolare dopo anni di lavoro a Bologna. Non mi sono persa d’animo, non ho mollato il lavoro ma ho pensato come reinventare la mia professionalità. Capivo molto bene il ruolo del merchandising, le penne, le matite, i gadget che le aziende distribuiscono ai clienti per tenere vivo il ricordo di un incontro di business. Il mercato però, già allora, era saturo e l’ingresso di nuovi produttori a basso costo stava cambiano di molto le regole del gioco. Ci siamo posti la questione di come posizionarci, a partire da un’idea di economia circolare che all’epoca era un filone emergente. Abbiamo capito che mirando a prodotti di qualità e nel pieno rispetto delle nuove logiche della sostenibilità avremmo potuto garantirci marginalità adeguate a una prospettiva di stabilità e crescita. Solo allora siamo partiti».

Susanna si trasferisce a Vicenza con la famiglia ma porta con sé le sue competenze, il bagaglio di relazioni sviluppate in una carriera di successo e soprattutto un’idea vincente. Intesse relazioni sempre più strette con un sistema industriale e imprenditoriale che si affacciava in quegli anni al mondo dell’economia circolare e inizia a proporre la sua idea: usare gli scarti della produzione delle imprese del territorio e realizzare per loro prodotti di merchandising dal design ricercato, destinati ai partner commerciali e ai clienti.

L’idea è buona e il business cresce fino al 2013 quando un colpo di fortuna fa incontrare Alisea con un cliente che produce elettrodi in grafite. «Perpetua, la matita che non si consuma, è nata così» ricorda Martucci. «Il cliente aveva una grafite di qualità eccellente e non sapeva come gestire gli scarti, che erano solo costi. Grazie alla collaborazione con la designer Marta Giardini, che lavora ancora con noi, abbiamo realizzato un prodotto che è in vendita anche al MET e al Guggenheim di New York, al Tate Modern Museum di Londra, agli Uffizi di Firenze. Arrivata in finale mondiale al Best of the Year Awards a New York, ha raggiunto i 3 milioni di pezzi venduti nel mondo».

La grafite diventa per Alisea un marchio di fabbrica e, mentre l’azienda continua nel suo progetto (attualmente il 56% dei fornitori scelti si trovavano a meno di 80 km dalla sede aziendale), la Pmi registra ben 4 brevetti legati alla grafite, tutti con una logica di economia circolare.

Grazie a spese in ricerca, brevettazione e design che assorbono dal 15 al 20% del fatturato annuo, Alisea propone sul mercato vernici all’acqua base grafite, tinture e trattamenti, soluzioni per la stampa ad iniezione in grafite e coating di rivestimento per edilizia sostenibile (da cui ha ottenuto una Menzione d’Onore al Compasso d’Oro 2024). Ma Alisea non si ferma qui: l’azienda ha da pochissimo messo sul mercato “Dionisio” un diffusore acustico per smartphone, anche questo in grafite da economia circolare, da cui si aspetta ottimi risultati.

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