Agsm Aim avanti piano sulla ricerca del partner Iren si ritira dalla corsa

Gli advisor valuteranno a breve le offerte alternative ad A2a di Hera e del duo Alperia-Dolomiti. Pesa l'incognita politica

VERONA. Avanti piano, ma il " come" andrà avanti la nuova multiutilities del Veneto non lo sa ancora nessuno. Lunedì sono scaduti i termini per presentare le integrazioni alle offerte per ambire a sedersi da partner industriale con Agsm Verona e Aim Vicenza, una volte fuse.

Da quel che si apprende dalla corsa si sarebbe ritirata Iren, mentre sono rimasti in pista come "alternativi" ad A2A: Hera e la cordata Alperia-Dolomiti. A distanza di 12 mesi dall'inizio dei negoziati con il gigante dell'energia lombarda, alle altre pretendenti era stato dato altro tempo per completare le offerte.

Quali siano i dettagli delle diverse proposte non è dato saperlo. Massimo riserbo sui dettagli, ma quel che si apprende è che sul piatto della bilancia si è cercato di pesare di più con proposte più corpose in modo da battere la rivale lombarda.Solo del piano presentato da A2a, infatti, si conoscono i dettagli, che sulla carta sono un gruppo che a tendere cuberà: 293 milioni di ebitda, quasi 2,1 miliardi di ricavi 100 milioni di euro di utile e oltre 938 milioni di investimenti di cui il 70% destinati al territorio veneto. Ora l'advisor Roland Berger dovrà valutare se, sulla base di questo confronto competitivo, la proposta di partnership industriale presentata da A2A continuerà ad essere «infungibile».

E in caso contrario quali saranno le altre vie percorribili per valorizzare al meglio il soggetto che uscirà dalla fusione tra Verona e Vicenza. Lo schema societario sui cui si sta ragionando è sempre a tre, quindi una newco in cui poi confluirà la "nuova" Agsm-Aim più il partner industriale. Anche se i concambi sono tutti da valutare, in quanto rispetto all'accordo di un anno fa le cifre sono inevitabilmente cambiate. E questo è solo l'aspetto minore della faccenda. Si sa perfettamente che il côté politico è in fermento.

E non solo sul fronte delle opposizioni, ma anche all'interno delle compagini che amministrano Vicenza e Verona. Si conosce alla perfezione che sia Lega che altre forze di centrodestra, a cominciare da Fratelli d'Italia a Vicenza, hanno sempre guardato all'operazione in maniera molto polemica. Quindi il futuro di questo deal resta ancora denso di incognite e tutto potrebbe mutare. Il primo passaggio sarà la decisione degli advisor sul terzo partner, che dovrebbe arrivare entro fine settimana, al massimo entro il termine della prossima. Ma sarà una decisione che acquisirà un senso solo in autunno, con il nulla osta dei consigli comunale al matrimonio tra Aim e Agsm.

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