A Gorizia nuova maxi fabbrica di idrovolanti antincendio

Operazione con capitali interamente privati da un miliardo di euro. I primi velivoli, che sostituiranno gli obsoleti Canadair, saranno prodotti nel 2031. L’impianto darà lavoro a 1.200 persone, molti gli ingegneri. Capofila dell’iniziativa imprenditoriale è la 19-01 Holding, società creata dal marchigiano Renato Sacchetti

Gianluca Salvagno
L'aeroporto Duca D'Aosta di Gorizia
L'aeroporto Duca D'Aosta di Gorizia

Nome in codice: “WF-X Waterfall”. Ma James Bond stavolta non c’entra.

È il nome del nuovo idrovolante antincendio che sarà assemblato all’interno dell’aeroporto “Duca d’Aosta” di Gorizia a partire dalla fine del 2031, un’operazione da 1 miliardo di euro di capitali interamente privati (anche fondi d’investimento), destinata a stravolgere l’intera provincia non solo da un punto di vista economico.

Il progetto sarà presentato lunedì mattina nella sede della Camera di commercio goriziana (e successivamente a Roma) dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, dall’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini e dal sindaco Rodolfo Ziberna.

Ma le indiscrezioni non mancano attorno a questo maxi insediamento produttivo che darà lavoro diretto a 1.200 addetti (di cui 400 ingegneri) con un indotto stimato di oltre 9 mila persone.

Capofila dell’operazione è la “19-01 holding”, società romana nata nel 2019 da un’idea di Renato Sacchetti, imprenditore cinquantaduenne marchigiano, un passato da pilota civile con 25 anni di esperienza nel settore aeronautico (così si definisce su Linkedin) e una parentesi decennale a Hong Kong con una propria società di consulenza, prima di rientrare in Italia con questa startup definita «un aggregatore di eccellenze italiane».

Ma Sacchetti è famoso soprattutto per aver ideato l’unico simulatore di volo al mondo per l’addestramento di piloti di Canadair CL-415 in funzione a Milano Malpensa.

Per la realizzazione del “Wf-X Waterfull” - destinato a sostituire l’obsoleto Canadair progettato nel 1962 di cui si faticano a trovare anche pezzi di ricambio - cercava un aeroporto poco trafficato con ampi spazi disponibili e con un mare o lago vicino per le simulazioni.

Interesse francese

Il governo francese aveva subito manifestato interesse per il progetto, proponendo l’aeroporto di Nîmes e lo sbocco in acqua allo scalo di Marsiglia. Ma si è mossa anche la politica italiana a vari livelli (dall’Europarlamento alla Regione Fvg) e si è arrivati circa tre anni fa a identificare Gorizia come il posto ideale: il “Duca d’Aosta” ha ampi spazi disponibili, può contare sull’appoggio dell’aeroporto di Ronchi dei Legionari e a Monfalcone c’è il mare per riempire i serbatoi. Perfetto.

Fino ad ora sono già stati spesi 9,5 milioni per questa operazione che vedrà sorgere lo stabilimento su una superficie di 10 ettari a ridosso dell’A34 (comoda ai molti tir che arriveranno) e dove sarà costruita un’ulteriore pista di decollo di un chilometro.

Ma due hangar di 4 mila metri quadrati saranno realizzati anche all’interno dell’aeroporto di Trieste-Ronchi dei Legionari a partire dal 2027 per effettuare collaudi e certificazioni, mentre a Monfalcone si starebbe cercando un’area di atterraggio in caso di emergenze.

I partner industriali

Il 75% del velivolo sarà prodotto da aziende italiane: partner della “19-01 holding” nella realizzazione del “Wf-X Waterfull” saranno Persico Group, Magnaghi Aerospace, Laer Areonautical Manufactoring, Italdesign, Lutech, Sigit, Cira italian aerospace research center, Cubit Innovation Labs e Novotech srl.

Il 25% che arriverà dall’estero, invece, riguarda la parte motoristica: per questo si sta guardando soprattutto al mercato americano, ma non solo.

Se i cantieri, come detto, inizieranno dal 2027, una volta a regime dal 2032 la società sarà in grado di produrre 25 veivoli all’anno.

L’impegno di “19-01 holding” è di restare nell’Isontino per almeno 80 anni.

L’altro aspetto interessante per il Friuli Venezia Giulia sarà il reclutamento del personale.

Se per gli ingegneri aerospaziali (circa 400) si pescherà nelle università italiane e slovene ma anche in altre aziende, per tecnici e operai l’occhio sarà rivolto in particolare agli istituti friulani e giuliani con i quali si andranno a stringere accordi.

L’intenzione è creare personale qualificato fin dal primo anno delle scuole superiori in modo da arrivare all’avvio dello stabilimento ad organico completo.

Ma 1.200 persone che graviteranno tra Gorizia e Ronchi dei Legionari avranno un impatto anche sul fronte immobiliare per tutto l’Isontino e Trieste, oltre alle ripercussioni benefiche per le attività commerciali. —

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