Nuove commesse alla Marelli, gli addetti tornano sopra quota 800
Nel suo sito carnico l’azienda è ricorsa a straordinari e lavoro somministrato. A febbraio sarà erogato il premio di risultato: per gli operai vale 1.823 euro

Nuove commesse e richieste di ricambi da parte dei clienti, che qui sono i big tedeschi dell’automotive, in particolare Audi, Bmw e Porsche, spingono la produzione alla Marelli Lighting di Tolmezzo che in questi giorni è tornata sopra le 800 unità di personale.
Agli 870 dipendenti a tempo indeterminato si aggiungono infatti 25 somministrati, necessari a far fronte ai carichi di lavoro. Tre turni di lavoro, sabati e domeniche a casa (ormai da qualche anno).
Dallo scorso autunno, il grande stabilimento carnico produttore di fanali, non è più ricorso alla cassa integrazione ordinaria e anzi ha dovuto tornare a fare ricorso al lavoro interinale.
A farlo sapere è lo storico delegato Rsu di Fim Cisl, Liduino D’Orlando, che ricorda «A novembre siamo passati dalla cassa integrazione agli straordinari».
Oggi i primi due clienti del sito di Tolmezzo sono Bmw e Audi, che a Marelli affidano la produzione dei fanali di alcuni dei loro modelli premium. «Bmw in questo momento è stabile, abbiamo invece un po’ di calo su Audi, in particolare sul Q6, ma siamo in attesa di iniziare a produrre i fanali del nuovo Porsche Cayenne full electric e quelli del nuovo suv di Volvo, che dovrebbero entrare in produzione a marzo, segnando il ritorno di Volvo tra clienti del sito di Tolmezzo dopo qualche anno di assenza» fa sapere ancora D’Orlando. Ai corpi illuminanti per i nuovi i modelli, si affiancano le commesse per i ricambi. «Vale a dire – spiega il delegato Rsu – fanali di auto uscite di produzione che le case automobilistiche ci chiedono per fare sostituzioni e per le officine».
Al momento positivo sul fronte della produzione, che fa di Marelli Lighting una mosca bianca nel più ampio orizzonte di difficoltà del settore, si aggiunge la comunicazione del premio di risultato che sarà erogato questo mese di febbraio e che porterà ai dipendenti carnici 1.823 euro per i livelli C e D (diretti alla produzione) e 2.551 per gli A e B (impiegati). «In entrambi i casi c’è stato un aumento significativo» evidenzia ancora D’Orlando. Di 716 euro per i livelli C e D rispetto al premio dell’anno scorso, e di mille euro per i livelli A e B. Il premio godrà dei benefici della detassazione e potrà essere percepito sotto forma di welfare aziendale dandone comunicazione entro il 13 febbraio.
«Nonostante la situazione difficile del settore e la permanenza di Marelli in Chapter 11, gli indicatori del premio hanno attestato miglioramenti tangibili nelle realtà produttive e hanno confermato la positività del contratto integrativo di gruppo» dichiara ancora D’Orlando. Soddisfazione per il premio è stata espressa anche dai segretari di Uilm Uil Fvg, Giorgio Spelat, e Fiom Cgil Udine, da David Bassi, che ha evidenziato come il premio confermi «l’impegno, la professionalità e il senso di responsabilità delle lavoratrici e dei lavoratori, anche in un contesto produttivo e di mercato complesso». «Allo stesso tempo – ha aggiunto Bassi –, riteniamo necessario mantenere alta l’attenzione sulla situazione complessiva del gruppo che continua a vivere una fase delicata dal punto di vista industriale e finanziario. Servono certezze sulle prospettive, sugli investimenti, sulle nuove commesse e sul futuro occupazionale di tutti i siti, compreso Tolmezzo».
La società, nata dall’integrazione tra l’ex Magneti Marelli e la giapponese Calsonic Kansei, ha avviato a giugno 2025 una procedura volontaria di Chapter 11 al tribunale fallimentare del Delaware, allo scopo di ristrutturare il debito, sostenuta da un accordo con l’80% dei creditori e da un finanziamento da 1,1 miliardi di dollari. Il piano prevede il passaggio di proprietà dal fondo Kkr ai creditori – Deutsche Bank e Strategic Value Partners tra gli altri – entro il 2026, garantendo la continuità operativa.
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