I rischi di una mossa in anticipo sulla Fed

Tassi Bce: arriva il primo taglio. L’Eurotower ha annunciato una riduzione di 25 punti base. Il messaggio è rivolto all’intera Eurozona: l’aria economica che aveva indotto i rialzi potrebbe cambiare.
È il primo taglio dopo il lungo ciclo dei rialzi che prese il via nel luglio 2022. Il Consiglio direttivo dell’Eurotower ha così confermato le aspettative dei mercati e della gran parte degli analisti. Anche molti membri del board di recente avevano mostrato più un volto da colombe che da falchi.
Quindi il cambio di politica monetaria era atteso, forse obbligato, dopo tanti annunci. Le autorità monetarie sanno che evocare aspettative ribassiste e poi deluderle è scherzare col fuoco. Si sarebbe rischiato uno shock nei mercati finanziari.
Tant’è che ora il board della Bce ritiene che sia «opportuno moderare il grado di restrizione della politica monetaria», pur rimanendo fedele al suo mandato antinflattivo: parole che riflettono la prudenza necessaria, forse, per tenere conto del peso della Bundesbank e della Banca d’Olanda nel processo decisionale. Altro passaggio chiave, in questo senso, è quello in cui la Bce riconosce che la severità monetaria fin qui seguita è servita a bloccare la corsa dei prezzi.
Anche se è arrivato il momento di voltare pagina, la cautela è d’obbligo. Lo stesso andamento dell’inflazione è più incerto di quanto sia auspicabile. Soprattutto c’è una novità su cui è opportuno prestare attenzione.
Per la prima volta la Bce è chiamata a decidere di politica monetaria prima che lo faccia la Federal Reserve americana. Francoforte abbassa i tassi prima degli Stati Uniti, fin qui frenati dalla maggior crescita di economia, prezzi e salari – una velocità che rende possibile una bolla finanziaria determinata dalla corsa delle quotazioni di Wall Street, che in caso di esplosione rischierebbe di determinare una brusca frenata dell’economia.
Il problema è che, dovendo decidere prima della Fed, la Bce si espone a due rischi. Il primo è favorire la perdita di valore dell’euro sul dollaro, finendo per imbarcare inflazione, dato che le materie prime si pagano in valuta Usa. Il secondo è spostare oltreoceano capitali, creando difficoltà al finanziamento dei debiti sovrani in Eurozona.
Nonostante ciò, la pressante domanda arrivata da più parti di ridurre il costo del denaro e il calo dell’inflazione hanno reso il taglio un annuncio che si autorealizza. La questione è se l’allentamento monetario troverà conferme nel prossimo futuro. Troppe le variabili geopolitiche oltre che economiche per azzardare alcunché. Anzi, alcune tendenze dei prezzi a maggio indicano nuove tensioni inflattive. È così il Consiglio direttivo ha evitato di vincolarsi in anticipo sulle prossime scelte.
Per molti economisti le autorità monetarie dovrebbero dare aspettative e regole ai mercati, ed evitare la discrezionalità. L’Eurotower agisce diversamente.
Forse fa un errore di teoria economica, ma nel mondo attuale può essere necessario. Quindi sui tassi opta per la discrezionalità, muovendosi sulla base dei dati congiunturali, ma restando fedele al mandato antinflattivo. Quello odierno sarà un primo passo? Date le molte incognite la Bce si tiene le mani libere.
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