Fisco, la Cgia: circa 240 mila aziende insolventi a rischio usura

Per la Cgia questo rende necessario pubblicizzare e rifinanziare il Fondo di Prevenzione "Non potendo ricorrere a nessun intermediario finanziario - afferma il coordinatore della Cgia, Paolo Zabeo - queste Pmi, strutturalmente a corto di liquidità e in grosse difficoltà finanziarie, in questo periodo di carenza di credito rischiano molto più delle altre di scivolare tra le braccia degli strozzini"
Banconote euro fotografate, 05 dicembre 2011 a Lucca. Tra i provvedimenti previsti dalla manovra del governo Monti anche l'uso del contante limitato a mille euro. ANSA/FRANCO SILVI
Banconote euro fotografate, 05 dicembre 2011 a Lucca. Tra i provvedimenti previsti dalla manovra del governo Monti anche l'uso del contante limitato a mille euro. ANSA/FRANCO SILVI

VENEZIA. Sono poco meno di 240 mila le imprese italiane che, secondo la definizione della normativa europea, presentano delle esposizioni bancarie deteriorate, ovvero partite Iva, afferma la Cgia di Mestre, che risultano essere «schedate» nella centrale Rischi della Banca d'Italia come insolventi.

Una classificazione che, di fatto - sostiene l'ufficio studi degli artigiani mestrini - pregiudica per legge a questi soggetti economici di accedere ad alcun prestito erogato dalle banche e dalle società finanziarie. Condizione che non consente di avvalersi nemmeno delle misure agevolate messe in campo recentemente dal Governo con il cosiddetto «decreto Liquidità».

Per la Cgia questo rende necessario pubblicizzare e rifinanziare il Fondo di Prevenzione «Non potendo ricorrere a nessun intermediario finanziario - afferma il coordinatore della Cgia, Paolo Zabeo - queste Pmi, strutturalmente a corto di liquidità e in grosse difficoltà finanziarie, in questo periodo di carenza di credito rischiano molto più delle altre di scivolare tra le braccia degli strozzini.

Riteniamo che per evitare tutto questo sia necessario incentivare il ricorso al Fondo per la prevenzione dell'usura. Uno strumento, quest'ultimo, presente da decenni, ma poco utilizzato, anche perché sconosciuto ai più e, conseguentemente, con scarse risorse economiche a disposizione».

Il Fondo di prevenzione dell'usura, ricorda l'Ufficio studi della CGIA, è stato introdotto con la legge 108/1996 e ha cominciato ad operare nel 1998. Questa misura consente agli operatori economici a «rischio» finanziario di accedere a canali di finanziamento legali, e aiuta le vittime dell'usura che, non svolgendo un'attività di impresa, non hanno diritto ad alcun prestito da parte del Fondo di solidarietà.

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