Fincantieri sul core business: «Costruire navi e farlo bene»

Nel nuovo piano del colosso navalmeccanico previsto il ritorno all’utile netto nel 2025. La strategia focalizzata sull’innovazione

ma anche sulla sostenibilità. «Sì alla regionalizzazione delle produzioni»

Piercarlo Fiumanò
Pierroberto Folgiero
Pierroberto Folgiero

Fincantieri si focalizza sul core business che è quello della cantieristica ad alto valore aggiunto. Il gruppo triestino «deve fare navi, farle bene e anche tecnologiche, silenziose e a basso impatto ambientale. Un leader mondiale nella realizzazione e gestione a vita intera della nave digitale e green, per i settori del turismo crocieristico, della difesa e dell’energia», ha detto il Ceo Pierroberto Folgiero presentando il nuovo piano strategico. Il piano di indirizzo strategico e i target finanziari per Fincantieri prevedono un ritorno all'utile netto nel 2025, con una progressione dei ricavi dai 7,6 miliardi di euro previsti quest'anno ai 9,8 miliardi pianificati per il 2027. Il piano rappresenta una svolta per il colosso pubblico triestino dopo la quotazione in Borsa nel 2014.

La strategia Folgiero punta molto sull’innovazione, immagina nuove e più efficienti linee di produzione nei cantieri (Fincantieri ha 10.905 dipendenti al 31 dicembre 2022), da Monfalcone a Marghera a Castellammare di Stabia. Lo scenario geopolitico è cambiato: «Oggi la regionalizzazione delle produzioni è un fatto. Prima della guerra e del Covid, la produzione mondiale si è spostata in Oriente dove manodopera, acciaio ed energia costano meno. Ora stiamo assistendo a un trend inverso e noi con 18 cantieri sparsi in tutto il mondo siamo pronti alla regionalizzazione», ha detto Folgiero all’Investor Day. I dati in mano agli analisti parlano di un settore crociera in ripresa dopo il Covid con 20 milioni di passeggeri nel 2022 che saliranno a 28 milioni nel 2026 e a 46 milioni nel 2030 con una forte ripresa delle navi extra-lusso. Fincantieri ha un carico di lavoro complessivo (115 navi) che consente di fare previsioni ad ampio raggio sulla stabilità del gruppo: gli ordini acquisiti nel 2022 ammontano in totale a 5,3 miliardi di euro, con un incremento del 59% rispetto al dato del 2021. Le navi in portafoglio sono 89 in consegna fino al 2029 con un carico di lavoro complessivo di 34,3 miliardi e un backlog di 23,8 miliardi.

Nel 2022 Fincantieri ha consegnato in totale 19 navi da 9 stabilimenti, di cui 7 unità da crociera: Msc Seascape, seconda unità della classe Seaside Evo per Msc Crociere; a Monfalcone è stata consegnata Discovery Princess, sesta unità della classe Royal per Princess Cruises (Carnival); Viking Mars e Viking Neptune, ottava e nona unità della classe cruise e Viking Polaris, seconda unità da crociera expedition per Viking; Resilient Lady, terza unità per Virgin Voyages; Norwegian Prima, la prima unità di sei per Norwegian Cruise Line. A Monfalcone sarà consegnata la Discovery Princess la sesta unità della classe Royal, costruita per la società armatrice Princess Cruises, brand del Gruppo Carnival Corporation. Il cantiere di Genova realizza le due navi gemelle di Scarlet Lady per la Virgin Cruises di Richard Branson.

La ripresa del mercato crocieristico, dopo due anni di pandemia, ha permesso ai principali brand crocieristici di rimettere in servizio la quasi totalità delle proprie flotte a partire dal terzo trimestre 2022, rispondendo così alla crescente domanda e confermando la normalizzazione del mercato.

E anche i big si muovono. Il gruppo Carnival Corporation, primo operatore al mondo nel business delle crociere, ha annunciato un aumento di capitale da 102 miliardi di dollari, da concludersi entro il 25 luglio. Four Seasons Hotels & Resorts, gruppo che fa capo a Bill Gates, ha commissionato al colosso italiano della cantieristica un ordine del valore complessivo di circa 1,2 miliardi di euro, che comprende la realizzazione di una luxury cruise ship la cui consegna è prevista nel 2025 più l’opzione per altre due navi dello stesso tipo. Folgiero punta su quella che ha definito «la svolta della sostenibilità». É di inizio luglio l’annuncio di un nuovo accordo tra Fincantieri e Msc che ha ordinato alte due navi della serie Explora, che oltre al gas utilizzeranno l’ idrogeno. Saranno dotate di tecnologie e soluzioni ambientali da primato per il settore.

Ma come cambieranno le navi del futuro? Meno gigantismo? La forza del gruppo è quella di essere leader in tutti i segmenti del cruise. Il mercato delle crociere sta ripartendo dopo l’emergenza Covid con la crescita dei crocieristi prevista ad un tasso del 6% annuo fino al 2030, che prospetta una ripresa degli ordinativi per nuove navi dal 2023-2024: «Il gruppo prevede ricavi stabili per il settore cruise grazie al solido backlog, che evidenzia la ripresa degli ordini già nel 2022, alla luce della ripresa del turismo, con una chiara preferenza verso le crociere e l’ingresso di nuovi operatori nel settore delle navi extra lusso». Per attuare questi obiettivi nel nuovo piano industriale è prevista una diversa organizzazione del lavoro nei cantieri per aumentare l'efficienza operativa.

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