Zignago Vetro accelera: fatturato su del 18,6% e il risultato raddoppia

Il cda, presieduto da Paolo Giacobbo, ha approvato la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno da cui emerge l’utile di 28,7 milioni, rispetto a 14 milioni nel pari periodo 2020 (+105,5%), con un’incidenza del 12,3% sui ricavi (era del 7,1% lo scorso anno).
Fabio Poloni

VENEZIA. Raddoppia rispetto allo stesso periodo dello scorso anno l’utile netto consolidato nel primo semestre 2021 per il gruppo Zignago Vetro, azienda con quartier generale a Fossalta di Portogruaro, quotata al segmento Star di Borsa Italiana, specializzata in contenitori in vetro per bevande e alimenti, cosmetica, profumeria e vetri speciali. Il cda, presieduto da Paolo Giacobbo, ha approvato la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno da cui emerge l’utile di 28,7 milioni, rispetto a 14 milioni nel pari periodo 2020 (+105,5%), con un’incidenza del 12,3% sui ricavi (era del 7,1% lo scorso anno).

I ricavi consolidati del semestre ammontano a 233 milioni, rispetto ai 196,4 dell’anno precedente (+18,6%). Di questi, l’estero pesa per 70,7 milioni e il 30,4% del totale (62,3 milioni e 31,7% nel pari periodo 2020). L’Ebitda consolidato è pari a 61,9 milioni (+26,7%) e rappresenta il 26,6% dei ricavi. L’Ebit consolidato è pari a 34,9 milioni (+59,4%), con un’incidenza sui ricavi del 15%. Il risultato operativo consolidato nel primo semestre ammonta a 35,4 milioni (+60,1%), pari a 15,2% sui ricavi. L’utile prima delle imposte consolidato è pari a 35,5 milioni (+89,2%), con un’incidenza sui ricavi di 15,2%.

Il primo semestre dell’esercizio, spiega l’azienda, è stato caratterizzato da una discreta ripresa dei mercati, già iniziata nel corso del secondo semestre del 2020 e che è andata rafforzandosi nel secondo trimestre 2021. Tale andamento, «quantunque diversamente caratterizzato fra i vari settori di mercato, e in parte ancora condizionato dai timori di una non completa risoluzione della pandemia, è apparso tuttavia piuttosto generalizzato, andando dai prodotti maggiormente legati alla grande distribuzione organizzata, già in fase di ripresa nel secondo semestre 2020, fino alla profumeria, il settore maggiormente colpito e che ora sembra aver intrapreso un percorso di recupero». F.P.

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