Banca Finint chiude anno record e si prepara a nuove acquisizioni

La performance migliore della sua storia. Il presidente Enrico Marchi: «I risultati conseguiti nel 2025 confermano la solidità del modello di business del gruppo Banca Finint e la capacità di generare crescita sostenibile anche in un contesto macroeconomico complesso». L’ad Izzi: «Una crescita diffusa, ora guardiamo anche all’estero».

Roberta Paolini
Il quartier generale di Banca Finint
Il quartier generale di Banca Finint

Il gruppo Banca Finint archivia il 2025 con i migliori risultati della sua storia e guarda alla prossima fase di crescita con tre direttrici principali: acquisizioni mirate nell’asset management e nel private banking, espansione internazionale e investimenti tecnologici.

«I risultati conseguiti nel 2025 confermano la solidità del modello di business del Gruppo Banca Finint e la capacità di generare crescita sostenibile anche in un contesto macroeconomico complesso. L’integrazione sempre più strutturale tra le nostre competenze specialistiche ci consente oggi di operare con un modello più sinergico e distintivo nel corporate & investment banking, nell’asset management e nel wealth management. I risultati del nostro 45° anno di attività ci proiettano nel futuro con ambizione e fiducia» ha commentato il presidente Enrico Marchi.

L’amministratore delegato Lucio Izzi, presentando i risultati, ha parlato di un esercizio che ha superato gli obiettivi del piano strategico portando ad aggiornarlo con estensione al 2027.

Il 2025 si chiude con una crescita diffusa su tutte le principali voci di conto economico.

Il margine di intermediazione sale a 161 milioni di euro, con un incremento del 13% sostenuto sia dall’andamento del margine di interesse sia dall’aumento delle commissioni.

Ancora più marcata la crescita dell’utile ante imposte, che registra un aumento del 55% a 40 milioni e un utile netto salito dell’89% a 31 milioni di euro, mentre gli asset under management crescono di oltre il 10% a 13,7 miliardi.

Particolarmente significativo anche il livello di redditività.

«Il RoTE raggiunge il 22%, grazie anche a un recupero di efficienza operativa», ha sottolineato Izzi, ricordando come gli indicatori patrimoniali e di liquidità del gruppo restino «allineati ai più alti standard di settore».

I risultati riflettono la crescita di tutte le principali linee di business e rafforzano, secondo Izzi, la validità di un modello che in Italia resta piuttosto distintivo.

Tra queste spiccano le cartolarizzazioni, dove Banca Finint mantiene una posizione dominante. «Siamo leader in Italia con una quota di mercato che supera il 50% tra i competitor diretti», ha ricordato Izzi.

Il gruppo è inoltre primo nelle emissioni di minibond, strumenti sempre più utilizzati dalle piccole e medie imprese per accedere al mercato dei capitali.

La crescita ha interessato anche il private banking e l’attività di advisory sul debito corporate, che nel 2025 ha registrato un anno particolarmente intenso.

Il gruppo resta attivo nella ricerca di opportunità di crescita esterna, soprattutto nei segmenti dell’asset management e del private banking.

«Guarderemo a ogni operazione che il mercato ci presenterà con molta disciplina», ha spiegato Izzi.

«Le operazioni dovranno essere coerenti con il nostro modello di business, con il nostro sistema di valori e soprattutto non essere diluitive».

Il gruppo, ha aggiunto, sta già esaminando diversi dossier e «confidiamo che una di queste operazioni possa essere resa pubblica tra non troppo tempo» ha annunciato l’ad.

Nel caso dell’asset management, la logica è quella di ampliare ulteriormente la gamma delle strategie alternative e specialistiche, seguendo il percorso già avviato con alcune acquisizioni recenti.

«Le operazioni che guardiamo devono avere caratteristiche di unicità e specializzazione che ci consentano di rafforzare il nostro posizionamento», ha spiegato l’ad.

Per quanto riguarda il private banking, il contesto competitivo è oggi molto acceso, ma Finint punta a valorizzare il proprio modello basato sulla consulenza indipendente e sull’integrazione con la piattaforma di prodotti del gruppo.

«Questo posizionamento aumenta l’attrattività della nostra casa per professionisti che vogliono mantenere un approccio indipendente e orientato al servizio dei clienti».

Accanto alla crescita per linee esterne, Banca Finint sta accelerando anche sul fronte internazionale.

Il primo passo è stato l’autorizzazione da Bankitalia a fine febbraio cui seguirà l’apertura della branch entro il primo semestre.

La scelta della piazza non è casuale.

«Il Lussemburgo è la geografia più importante in Europa nel mercato delle cartolarizzazioni, con una dimensione circa sei volte e mezzo quella italiana», ha spiegato Izzi.Il progetto ha un orizzonte iniziale di tre anni e rappresenta per il gruppo un passaggio strategico importante.

«Avendo raggiunto una dimensione di leadership in Italia, è naturale espandere il business verso geografie contigue dal punto di vista regolamentare, mantenendo sempre un profilo di rischio ben bilanciato».

Parallelamente Finint sta lavorando all’aggiornamento del piano industriale: «Abbiamo deciso di allineare il piano anche perché stiamo avviando un ambizioso programma di trasformazione tecnologica», ha spiegato Izzi.

Gli investimenti in questo ambito arriveranno a 30 milioni sfiorando il 20% dei ricavi. —

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