Veneto Sviluppo, Cdp valuta l’ingresso

Vertice in Regione con l’Ad Scannapieco. Sul tavolo il riassetto della finanziaria regionale

Filippo Tosatto

 

Muove i primi passi il processo di riforma di Veneto Sviluppo immaginato da Alberto Stefani e Massimo Bitonci, concordi nel progettare un ritorno delle banche nel capitale della finanziaria regionale, ad oggi interamente pubblica per volontà del presidente uscente Luca Zaia.

Non solo istituti privati, però. La prospettiva di una partecipazione societaria suscita interesse anche ai vertici di Cassa Depositi e Prestiti, la società controllata dal ministero dell'economia retto da Giancarlo Giorgetti. Così, in mattinata, a Palazzo Balbi, il governatore Stefani e l'assessore Bitonci hanno incontrato l’amministratore delegato di Cdp, Dario Scannapieco.

Al centro del confronto, «i principali dossier di interesse regionale», informa una nota ispirata a grande prudenza, che lascia intendere la presenza di più argomenti in agenda. «Quello di oggi è stato un incontro molto proficuo, che conferma la volontà della nuova Giunta regionale di lavorare insieme a Cassa Depositi e Prestiti su dossier strategici per il Veneto, dalla sanità alla casa, anche tramite la valorizzazione di risorse europee, fino al sostegno delle nostre imprese per favorire l’accesso di capitali e la competitività sui mercati internazionali, magari individuando nuovi strumenti di finanza agevolata dal Venture Capital al Private Debt e ai nuovi Basket Bond per favorirne la crescita dimensionale, aggregazioni aziendali, processi di internazionalizzazione ed attrazione investimenti», il commento di Stefani.

Deciso a cambiare l'assetto e la rotta di Veneto Sviluppo (bersaglio di dure critiche da parte del leader di Confindustria Verona, Giuseppe Riello) ma incline ad esplorare ulteriori eventualità di partnership finanziaria nell'ambito del programma di investimenti e sostegno all'impresa. Tant'è. Le delegazioni, si apprende, hanno convenuto di proseguire il confronto tecnico nelle prossime settimane.

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