L'utile Generali a 1,17 miliardi con una flessione del 2,2%, risultato operativo +8,1%
Il group cfo di Generali, Cristiano Borean: «I risultati del primo trimestre 2026 vedono una forte crescita del risultato operativo, supportata da tutti i segmenti»

Il gruppo Generali ha chiuso il primo trimestre del 2026 con un utile netto di 1.169 milioni di euro, in flessione del 2,2% sullo stesso periodo del 2025, e con un utile normalizzato salito del 5,2% a 1.266 milioni di euro, in entrambi i casi al di sopra delle attese degli analisti. I premi lordi crescono a 28,2 miliardi (+6,8%), spinti sia dal danni (+5,8%) che dal vita (+7,5%), la cui raccolta netta è in aumento a 4,3 miliardi. La posizione di capitale resta "solida", grazie a un Solvency Ratio del 212%. Il risultato operativo cresce dell'8,1% a 2.235 milioni, grazie alla performance positiva di tutti i segmenti.
«I risultati del gruppo del primo trimestre 2026 confermano il successo dell'implementazione del nostro piano strategico Lifetime Partner 27: Driving Excellence, con una forte crescita del risultato operativo, supportata da tutti i segmenti, riflessa anche nell'utile netto normalizzato». Così il group cfo di Generali, Cristiano Borean, commenta i dati del primo trimestre della compagnia.
«Il segmento vita», prosegue, «ha registrato una performance commerciale molto robusta, grazie al contributo positivo di tutte le linee di business. Nel segmento danni, nonostante un maggiore impatto degli eventi catastrofali, la redditività tecnica sottostante ha proseguito il suo miglioramento. Il risultato operativo dell'Asset & Wealth Management ha beneficiato della solida performance di Generali Investments Holding e di Banca Generali».
«Forti di un bilancio solido, grazie a fonti di generazione di cassa diversificate e di elevata qualità e a una solida posizione di capitale», conclude Borean, «siamo pienamente focalizzati sulla creazione di valore sostenibile per tutti gli stakeholder».
La leggera flessione dell'utile netto riflette l'andamento dei mercati finanziari sugli investimenti valutati al fair value a conto economico, oltre a un onere fiscale one-off da 50 milioni di euro in Francia che ha incrementato di circa 2,5 punti percentuali l'aliquota complessiva del primo trimestre. Al netto di questa componente fiscale la crescita dell'utile netto normalizzato sarebbe stata del 9,3% e quella dell'utile per azione normalizzato del 10,2%.
I premi lordi del segmento vita sono in aumento a 17,2 miliardi (+7,5%), trainati dai prodotti risparmio tradizionali, che registrano una crescita significativa (+21,8%), soprattutto in Asia. I premi lordi del segmento danni sono in crescita a 11 miliardi (+5,8%), grazie all'andamento positivo di entrambe le linee di business. La linea non auto registra una crescita del 5%, mentre la linea auto è in aumento del 6%.
Alla crescita del risultato operativo hanno contribuito tutti i segmenti di business: il risultato operativo del vita è salito del 9,9% a 1.090 milioni mentre il new business value (NBV) migliora del 19,1% a 977 milioni. Nel danni il risultato operativo sale dell'1,2% a 1.041 milioni, nonostante un impatto significativo degli eventi catastrofali, con un combined ratio, indicatore della redditività tecnica, che ne risente, salendo al di 0,8 punti percentuali al 90,5%. Pesa in particolare un evento "particolarmente significativo" verificatosi in Portogallo.
Il risultato operativo dell'asset & wealth management ha raggiunto 314 milioni (+15,5%), trainato sia dall'asset management (142 milioni, +12,7%) che dal wealth management (172 milioni, +17,9%). Infine si riduce da 150 a 130 milioni la perdita a livello di risultato operativo del segmento holding e altre attività.
Le masse in gestione raggiungono i 905 miliardi di euro, in crescita dello 0,5% rispetto alla fine del 2025, con asset di terzi pari a 387 miliardi, di cui 277 miliardi gestiti dall'asset management.
Il gruppo ha confermato la solida posizione di capitale, con un solvency ratio al 212%, seppure in flessione rispetto al 219% di fine 2025. «La variazione», spiega la nota diffusa dal gruppo, «riflette principalmente i movimenti di mercato e la fine del periodo di grandfathering, unitamente ai movimenti di capitale», fattori «solo parzialmente compensati dal solido contributo della generazione normalizzata di capitale», che include anche «l'effetto del riacquisto di azioni proprie a servizio del piano di incentivazione di lungo termine (LTIP), interamente eseguito nel corso del primo trimestre».
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