No di Commerzbank a UniCredit

Il cda e il consiglio di sorveglianza consigliano ai soci di non accettare l’Offerta: piano con rischi considerevoli

Luigi Dell'Olio

La battaglia bancaria più calda d’Europa assume le sembianze di uno scontro frontale.

Il cda e il consiglio di sorveglianza di Commerzbank hanno ufficialmente espresso il proprio parere negativo sull’Offerta lanciata da UniCredit, consigliando ai propri azionisti di non accettarla, con la motivazione che «non prevede un premio adeguato e non riflette il valore intrinseco di Commerzbank».

Inoltre, per i vertici dell’istituto tedesco il piano del gruppo di Piazza Gae Aulenti «è vago e comporta rischi considerevoli».

Una bocciatura netta, alla quale il vertice di UniCredit ha risposto a stretto giro con una nota altrettanto netta: «Dissentiamo profondamente da molte delle argomentazioni presentate, ritenendole prive di fondamento e di dati a supporto».

L’opposizione di Commerzbank si articola su valutazioni finanziarie e industriali.

Secondo il board e il consiglio di sorveglianza «UniCredit sottostima in modo significativo le perdite di ricavi, sopravvaluta le sinergie e ipotizza un calendario di attuazione irrealistico».

C'è la ferma convinzione che l'operazione possa minare le fondamenta stesse della banca tedesca.

«Quella che viene descritta come una fusione è in realtà una proposta di ristrutturazione», ha sottolineato la Ceo di Commerzbank, Bettina Orlopp, commentando la nota.

La banca italiana viene accusata di aver valutato in modo non accurato le perdite di ricavi, il potenziale di risparmio sui costi e i costi di ristrutturazione, nonché i tempi necessari per l'attuazione delle misure previste.

La partita si gioca sulla capacità dei contendenti di orientare le scelte degli azionisti.

Al momento la fase delle adesioni è alle battute iniziali e l'esito resta incerto.

Nella nota diffusa da Francoforte viene ricordato che il titolo ha chiuso «al di sopra del valore implicito dell'offerta (poco sotto 34,60 euro a considerare i livelli attuali, ndr) in ogni singola giornata di negoziazione (ieri a quota 35,81 euro, ndr)».

In tal senso la banca evidenzia che «analisti indipendenti collocano il prezzo obiettivo a circa 41,50 euro».

Da parte sua, UniCredit ha respinto le critiche assicurando che fornirà una risposta dopo aver esaminato approfonditamente le questioni sollevate.

Per comprendere lo stallo attuale è necessario guardare alla strategia complessiva dell’istituto italiano, che ha incrementato passo dopo passo la propria quota attraverso una combinazione di azioni dirette e complessi strumenti derivati, fino a raggiungere un potenziale del 38,87%.

Una quota che la pone in una posizione di forza nel braccio di ferro.

Se l'operazione dovesse andare in porto, nascerebbe il primo gruppo bancario sul mercato tedesco per volumi di impieghi commerciali e il secondo per totale attivi.

A livello europeo, l'entità aggregata vanterebbe attivi superiori ai mille miliardi di euro e una capitalizzazione di mercato che proietterebbe il nuovo gruppo sui livelli dei leader Bnp Paribas e Santander.

Orcel conta sulla sponda della Bce, che ha da sempre assunto una posizione di forte favore verso le fusioni bancarie transfrontaliere.

L'Eurotower ritiene che il sistema bancario europeo sia troppo frammentato rispetto a quello statunitense e cinese, e che la nascita di campioni europei sia fondamentale per assorbire gli shock finanziari e finanziare la transizione ecologica e digitale. Anche la Commissione Ue vede in questa aggregazione un passo decisivo verso il completamento dell'unione bancaria e del mercato unico dei capitali, tanto da aver criticato l’opposizione all’integrazione da parte della politica tedesca.

La parola passa adesso definitivamente al mercato.

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