UniCredit, semestre record: Orcel accelera su Commerzbank
I primi sei mesi chiudono con un utile netto di 6,3 miliardi, migliorate le stime. L’Ad: «Noi osservatori del risiko, Generali è una partecipazione finanziaria». Nessuna trattativa con Delfin per Mps, mentre riparte il dialogo con Berlino

Andrea Orcel alza ancora l'asticella. UniCredit chiude il miglior semestre della propria storia con un utile netto di 6,3 miliardi di euro e, insieme ai conti, rilancia anche le ambizioni industriali del gruppo. La banca migliora la guidance per il 2026, prevede un utile superiore agli 11 miliardi – circa 11,5 miliardi al netto dei costi di integrazione – e fissa nuovi obiettivi di lungo periodo: oltre 13 miliardi nel 2028 e oltre 15 miliardi nel 2030, entrambi prima del consolidamento integrale di Commerzbank.
Il mercato ha accolto positivamente risultati che confermano la capacità di UniCredit di continuare a crescere nonostante il progressivo calo dei tassi d’interesse e mentre è impegnata nella più importante operazione di consolidamento bancario europeo degli ultimi anni. Nel secondo trimestre il gruppo ha registrato un utile di 2,9 miliardi, superiore alle attese degli analisti, che si fermavano a 2,83 miliardi.
Il semestre incorpora anche un elemento straordinario direttamente collegato alla partita tedesca. UniCredit ha infatti contabilizzato un impatto negativo di 245 milioni di euro nella linea dei proventi da negoziazione, legato principalmente ai costi di copertura e finanziamento sostenuti per incrementare la partecipazione in Commerzbank e proteggerne il valore. Al netto di questa componente l’utile del semestre cresce del 24% .
«UniCredit ha raggiunto ancora una volta una serie eccezionale di risultati, che ci ha condotti alla nostra miglior performance operativa di sempre e ad un primo semestre record», ha commentato Orcel. Il manager attribuisce il risultato al piano UniCredit Unlocked, che, spiega, sta accelerando «la crescita redditizia dei ricavi».
La vera novità di ieri, però, riguarda il dossier Commerzbank. Per la prima volta il gruppo indica una tempistica precisa: le autorizzazioni regolamentari, comprese quelle della Bce, potrebbero arrivare già nel quarto trimestre dell'anno. A quel punto UniCredit sarebbe in grado di esercitare il controllo sulla banca tedesca e dare avvio al progetto battezzato Commerzbank Unlocked, eventualmente convocando anche un’assemblea straordinaria.
L’istituto conferma inoltre che il piano industriale non prevede una fusione immediata. L'idea resta quella di far operare in parallelo per due o tre anni HypoVereinsbank e Commerzbank, allineandone gradualmente strutture operative e cultura aziendale prima di valutare un'integrazione completa. Nel frattempo la creazione di valore prevista prima della fusione è stata rivista al rialzo a 1,2 miliardi di euro, pari al 60% delle sinergie complessive stimate, a fronte di investimenti iniziali per circa 2,2 miliardi.
Sul piano politico e negoziale qualcosa sembra però essersi mosso. Secondo indiscrezioni raccolte da Bloomberg, Orcel e l’ad di Commerz Bettina Orlopp dovrebbero tornare a parlarsi con una videocall prevista dopo la pubblicazione dei conti della banca tedesca, il prossimo 6 agosto. Non è attesa una svolta immediata, ma il confronto potrebbe riaprire il dialogo. Anche Berlino sembra assumere un atteggiamento meno rigido rispetto ai mesi scorsi. Il governo tedesco, che mantiene una quota di circa il 12% dell’istituto, starebbe preparando una serie di richieste da discutere con piazza Gae Aulenti. Sul fronte della remunerazione degli azionisti, UniCredit conferma la politica di distribuzione annunciando un acconto sul dividendo 2026 di circa 2,8 miliardi di euro.
Il consiglio ha inoltre convocato un’assemblea straordinaria per il 21 settembre chiamata ad approvare una serie di modifiche statutarie. Tra queste figurano la possibilità per il board di presentare una propria lista di candidati per il rinnovo del consiglio di amministrazione e le deleghe per l'emissione di strumenti Additional Tier 1 fino a 5 miliardi di euro e per un eventuale aumento di capitale riservato destinato alla regolazione di contratti Total Return Swap.
Quanto agli altri dossier aperti, Orcel ha escluso qualsiasi trattativa con Delfin per la partecipazione in Monte dei Paschi di Siena. Sul risiko bancario italiano UniCredit, ha ribadito, resta «osservatrice». Anche la partecipazione in Generali viene definita ancora «un investimento finanziario»: «Stiamo osservando perché l'environment si sta muovendo e sulla base di quello prenderemo le nostre decisioni» ha detto Orcel.
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