Rocco Basilico fa ricorso in Lussemburgo contro procedura passaggio quote Delfin

Rocco Basilico ha impugnato davanti alla Corte lussemburghese la procedura con cui l’assemblea di Delfin, holding della famiglia Del Vecchio, ha approvato il trasferimento del 25% del capitale a favore di Leonardo Maria, fratello di Basilico e figlio della vedova del fondatore di Luxottica, Nicoletta Zampillo. L’operazione da circa 10 miliardi di euro che ridisegna gli equilibri della holding era stata votata a maggioranza il 27 aprile insieme alla scelta di aumentare la distribuzione dei dividendi agli azionisti della finanziaria lussemburghese.
La notizia, anticipata da Bloomberg, arriva mentre si intensifica lo scontro interno tra due degli otto eredi del fondatore di Luxottica e mentre resta aperto il nodo della legittimità dei diritti di voto esercitati da Basilico nelle assemblee della holding.
Delfin in una nota ha sottolineato che «le deliberazioni sono state adottate nel pieno rispetto della normativa applicabile, dello statuto sociale e delle maggioranze richieste». Inoltre ritiene il ricorso «infondato» e non idoneo «a incidere né sul trasferimento delle quote né sulle delibere regolarmente adottate». Delfin, conclude la nota, «difenderà la posizione secondo cui le deliberazioni dei soci approvate il 27 aprile 2026 sono conformi al diritto lussemburghese».
Il cuore della contestazione di Basilico riguarda la procedura seguita per autorizzare il passaggio del 12,5% ciascuno detenuto da Paola e Luca Del Vecchio a Leonardo Maria Del Vecchio. Basilico sostiene che l’operazione non abbia ottenuto il quorum richiesto dallo statuto di Delfin. Nell’assemblea della scorsa settimana il via libera era arrivato con sei voti favorevoli su otto, contrari si erano espressi lo stesso Basilico e Claudio Del Vecchio. Sarebbe mancata dunque l’unanimità prevista per alcune delibere straordinarie, ma il parere legale ritenuto prevalente dalla società avrebbe richiamato la normativa lussemburghese, giudicando sufficiente la maggioranza assembleare per approvare il veicolo destinato a realizzare l’operazione.
Sempre ieri Il Sole 24 Ore ha anticipato che Leonardo Jr e la madre Zampillo avrebbero chiuso un accordo sul passaggio della nuda proprietà del pacchetto del 12,5% detenuto dalla moglie del fondatore al figlio, rafforzando ulteriormente l’ascesa del giovane nel capitale di Delfin.
Parallelamente alla partita del deposito del ricorso di Basilico c’è un altro contenzioso ancora più delicato davanti al Tribunale di Milano, destinato a incidere direttamente sulla governance di Delfin.
Al centro dello scontro c’è il diritto stesso di Rocco Basilico a partecipare e votare alle assemblee della holding. Leonardo Maria Del Vecchio contesta infatti che il fratello disponga pienamente dei diritti di voto relativi al 12,5% del capitale di cui risulta titolare in nuda proprietà, sostenendo che tali diritti spettino alla madre.
Una disputa familiare solo apparentemente privata, ma che in realtà coinvolge uno snodo decisivo della finanza italiana. Oltre al 32% del colosso degli occhiali EssilorLuxottica, Delfin controlla infatti il 17,5% di Banca Monte dei Paschi di Siena, il 10,15% di Assicurazioni Generali e il 2,7% di UniCredit. A loro volta, Mps e UniCredit detengono rispettivamente il 13,2% e l’8,8% di Generali. Un intreccio di partecipazioni che rende il riassetto della holding di famiglia molto più di una semplice vicenda ereditaria. Le tensioni tra gli eredi covavano da tempo. Alla fine dello scorso anno Basilico aveva lasciato tutti gli incarichi in EssilorLuxottica, dove ricopriva il ruolo di chief wearables officer e la presidenza del marchio Oliver Peoples.
Ma la frattura si era manifestata già a novembre, quando il giovane aveva chiesto di trasferire lo 0,4% delle proprie quote a una società o a un trust, anche per far fronte a una parte delle imposte di successione. In quell’occasione la proposta aveva raccolto cinque voti favorevoli e tre contrari, senza raggiungere il quorum di sei voti richiesto dallo statuto.
Fu allora che Leonardo Jr mise apertamente in discussione la titolarità dei diritti esercitati dal fratello, richiamando il testamento del padre.
Nel documento, anticipato la scorsa settimana da La Stampa, Leonardo Del Vecchio scriveva infatti: «Lego a mia moglie Nicoletta la piena proprietà della metà delle azioni da me detenute in piena proprietà nella società Delfin, ossia circa il 12,5%» e il «diritto di usufrutto vitalizio (comprensivo del diritto di voto e del diritto alla distribuzione degli utili e delle riserve) sulla restante metà, ossia un ulteriore 12,5%, fatta precisazione che tali azioni sono oggetto del legato di cui al punto 4, a favore di Rocco Basilico». Nel successivo passaggio testamentario il fondatore specificava poi di lasciare a Basilico «la nuda proprietà della metà delle azioni da me detenute in piena proprietà nella società Delfin, pari al 12,5%, gravate dal diritto di usufrutto vitalizio» in favore di Nicoletta Zampillo. Da qui la tesi sostenuta dall’entourage di Leonardo Maria Del Vecchio: il trasferimento dei diritti di voto a Basilico potrebbe essere stato illegittimo, anche perché, trattandosi di un trasferimento tra vivi, avrebbe dovuto essere autorizzato dall’assemblea. —
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