Delfin, tregua armata: Leonardo Jr diserta l’assemblea. Il bilancio passa all’unanimità dei presenti
Sul piano formale il bilancio passa senza opposizioni tra i presenti, consentendo alla holding di archiviare uno degli appuntamenti più delicati dell'anno. Sul piano sostanziale, invece, nessuno dei nodi che hanno paralizzato per settimane il confronto tra i rami della famiglia risulta sciolto

La tregua regge, ma la guerra resta tutt'altro che chiusa. L'assemblea di Delfin ha approvato il bilancio 2025 con il voto unanime dei soci presenti, evitando che lo scontro tra gli eredi di Leonardo Del Vecchio si trasformasse nell'ennesima conta pubblica. In questo contesto Leonardo Maria Del Vecchio ha deciso di non partecipare. Aveva annunciato la propria decisione con una dura lettera inviata prima della riunione.
Quella andata in scena è una tregua armata. Sul piano formale il bilancio passa senza opposizioni tra i presenti, consentendo alla holding di archiviare uno degli appuntamenti più delicati dell'anno. Sul piano sostanziale, invece, nessuno dei nodi che hanno paralizzato per settimane il confronto tra i rami della famiglia risulta sciolto.
Nella comunicazione con cui ha spiegato la propria mancata partecipazione, Leonardo Maria Del Vecchio sostiene che non esistessero le condizioni per un'assemblea realmente produttiva. Ripercorre le tensioni maturate dopo l'assemblea del 27 aprile, ricorda come la propria proposta di acquisizione delle quote dei fratelli Luca e Paola non sarebbe mai stata esaminata nel merito dal board e accusa alcuni consiglieri di avere mantenuto interlocuzioni informali soltanto con una parte degli azionisti, alimentando confusione e sfiducia.
Contesta inoltre di non avere ricevuto la documentazione necessaria per valutare il progetto di bilancio e ribadisce le proprie riserve sulla posizione di Rocco Basilico, riservandosi ogni iniziativa sulle deliberazioni adottate.
La scelta di non partecipare ha avuto anche un evidente significato politico. Da una parte ha evitato che l'assemblea si trasformasse in un nuovo terreno di scontro; dall'altra ha lasciato agli altri soci la responsabilità di approvare il bilancio all'unanimità dei presenti, congelando temporaneamente il conflitto senza risolverlo.
Il voto odierno non modifica infatti gli equilibri che si sono consolidati negli ultimi mesi. Restano aperti il dossier sul riassetto della holding, il progetto di acquisto delle partecipazioni di Luca e Paola Del Vecchio da parte di Leonardo Maria e le profonde divergenze emerse all'interno del consiglio di amministrazione sulla struttura dell'operazione e sulle garanzie richieste dalle banche.
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