Del Vecchio, tregua tra gli eredi: patto tra Leonardo Jr e Basilico

Dopo settimane di ricorsi in tribunale e di tensioni sulla governance di Delfin. I due fratelli sarebbero vicini a una intesa sul riassetto della holding. In gioco c’è il controllo della cassaforte che governa su EssilorLuxottica

Il lungo braccio di ferro interno alla famiglia Del Vecchio sembra avviarsi verso una ricomposizione. Dopo settimane di tensioni, ricorsi legali e scontri sul futuro di Delfin, sarebbe stato raggiunto un accordo tra Leonardo Maria Del Vecchio e Rocco Basilico sul riassetto della holding lussemburghese che custodisce l’eredità finanziaria del fondatore di Luxottica. Una pace che, se confermata, consentirebbe di disinnescare una delle partite societarie più delicate della finanza italiana degli ultimi anni, con effetti che riguardano non soltanto gli equilibri familiari ma anche alcune delle principali partecipazioni bancarie e assicurative del Paese.

Dagli ambienti del quartogenito del fondatore di Luxottica filtra soddisfazione per il riavvicinamento con Rocco Basilico, primo figlio di Nicoletta Zampillo e del banchiere Paolo Basilico. Nessun commento, invece, è arrivato dagli ambienti vicini a Basilico.

Al centro della vicenda c’è Delfin, la holding guidata da Francesco Milleri con sede in Lussemburgo e che controlla il 32,4% di EssilorLuxottica e che detiene inoltre partecipazioni rilevanti in alcuni dei principali gruppi finanziari italiani: il 17,5% di Monte dei Paschi di Siena, circa il 10% di Generali e il 2,7% di Unicredit. Un patrimonio dal valore stimato superiore ai 40 miliardi di euro e che rappresenta il cuore dell’eredità costruita da Leonardo Del Vecchio.

Nelle ultime settimane lo scontro si era intensificato soprattutto attorno al progetto di riassetto delle quote della holding. Rocco Basilico aveva infatti presentato ricorso al Tribunale del Lussemburgo nel tentativo di fermare le delibere approvate dall’assemblea di Delfin. Nel mirino erano finite sia la decisione di aumentare il dividendo sia, soprattutto, il trasferimento a Leonardo Maria Del Vecchio delle quote detenute dalla sorella Paola e dal fratello Luca.

Secondo la ricostruzione emersa negli ultimi mesi, Leonardo Maria Del Vecchio sarebbe pronto a salire fino al 37,5% della holding attraverso l’acquisto del 25% detenuto dai due fratelli. Parallelamente sarebbero stati avviati colloqui anche per ottenere la nuda proprietà della quota del 12,5% riconducibile alla madre Nicoletta Zampillo. Un’operazione che punta a consolidare la governance della cassaforte di famiglia e che richiede però un complesso assetto finanziario.

Il ricorso promosso da Basilico, definito «infondato» da Delfin, non aveva bloccato formalmente il riassetto ma rischiava comunque di complicare l’operazione sul piano bancario. Il finanziamento da circa 10 miliardi di euro necessario per sostenere l’acquisto del 25% da Paola e Luca Del Vecchio prevede infatti che il veicolo Lmdv Capital conceda in pegno alle banche le azioni della holding lussemburghese. La presenza di un contenzioso aperto avrebbe quindi potuto rendere più delicato il completamento dell’operazione.

A rendere ancora più intricata la vicenda era intervenuta, a fine maggio, anche Nicoletta Zampillo. La vedova Del Vecchio aveva inviato una lettera al board di Delfin dichiarando di voler revocare la decisione con cui aveva rinunciato a metà della quota del 25% inizialmente destinata a lei dal marito a favore del figlio Rocco Basilico. Una scelta che sembrava destinata ad aprire un nuovo fronte giudiziario, con Basilico pronto a contestare qualsiasi modifica del proprio status di socio. Tanto che l’1 giugno i suoi avvocati avevano scritto una lettera intimando al Cda di Delfin di «astenersi da qualsiasi velleità, misura o iniziativa» che possa modificare la posizione di Basilico nella compagine sociale.

Il riavvicinamento emerso nelle ultime ore sembra invece riportare il confronto su un terreno meno conflittuale. L’intesa tra Leonardo Maria Del Vecchio e Rocco Basilico potrebbe consentire di superare la fase di maggiore tensione e di dare stabilità alla governance di Delfin, tema particolarmente sensibile anche per i mercati finanziari vista la centralità della holding negli equilibri del capitalismo italiano.

La partita resta comunque di grande rilievo industriale e finanziario. Delfin non è soltanto la cassaforte della famiglia Del Vecchio ma uno dei principali azionisti stabili del sistema finanziario nazionale. Le partecipazioni detenute in EssilorLuxottica, Mps, Generali e Unicredit rendono infatti la holding un attore centrale nelle dinamiche del credito, dell’assicurazione e della finanza europea.

Per questo motivo la definizione del nuovo assetto proprietario viene osservata con attenzione anche dal mercato. La prospettiva di una soluzione condivisa tra gli eredi potrebbe ora ridurre l’incertezza che negli ultimi mesi aveva accompagnato il confronto interno alla famiglia e facilitare il completamento del riassetto societario immaginato da Leonardo Maria Del Vecchio.

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