Pmi, Intesa Sanpaolo lancia l’alleanza per le esportazioni

«Il nostro obiettivo è accompagnare lo sviluppo estero delle Pmi, auspicando di superare l'obiettivo nazionale di 700 miliardi di euro e, anzi, di raggiungere il trilione di euro di export, estremamente significativo in termini di contributo alla competitività del Paese e al Pil» sottolinea Stefano Barrese

La redazione
Operai al lavoro in un'azienda manifatturiera
Operai al lavoro in un'azienda manifatturiera

Intesa Sanpaolo lancia «una alleanza» con Confindustria, e con Sace, Simest e Ice, per «unire le forze» e rilanciare l'impegno nel sostegno all'internazionalizzazione delle imprese.

«Il nostro obiettivo è accompagnare lo sviluppo estero delle pmi, auspicando di superare l'obiettivo nazionale di 700 miliardi di euro e, anzi, di raggiungere il trilione di euro di export, estremamente significativo in termini di contributo alla competitività del Paese e al Pil» sottolinea, presentando l'accordo, Stefano Barrese, il responsabile della divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo che ha promosso il progetto sostenuto anche dalla disponibilità di 30 miliardi di euro di credito messi a disposizione dalla Banca nel prossimo triennio e da nuovi accordi con istituti bancari in Francia, India e Brasile per garantire alle imprese italiane assistenza operativa e finanziaria nei principali mercati di sviluppo.

«Gli accordi commerciali sono fondamentali, ma da soli non bastano», avverte il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini: «Servono strumenti concreti per trasformare le opportunità in crescita, soprattutto per le pmi.

Il patto siglato con Intesa Sanpaolo, Sace, Simest e Ice va in questa direzione, rafforzando la capacità del Sistema Paese di accompagnare le imprese sui mercati esteri. Perché essere più forti nel mondo significa avere un'industria più forte in Italia, capace di generare investimenti, sviluppo e occupazione».

A fare squadra c'è tutto il sistema pubblico. L'Ice che nell'accordo - dice il presidente Matteo Zoppas - trova «ulteriori strumenti e risorse per mirare all'obiettivo dei 700 miliardi di esportazioni entro il prossimo anno indicato dal Governo».

Sace che vede nella «forza del sistema una risorsa concreta per le imprese», sottolinea l'ad Michele Pignotti. Per Simest - dice l'ad Regina Corradini D'Arienzo - è «un passo strategico per rafforzare il sostegno alle imprese italiane, con particolare attenzione alle pmi».

Per Confindustria - sottolinea la vicepresidente per l'export e l'attrazione degli investimenti, Barbara Cimmino - «sostenere le strategie di internazionalizzazione delle imprese, affiancandole nelle scelte di posizionamento sui mercati globali e nell'individuazione di nuove opportunità di crescita, in uno scenario segnato da tensioni geopolitiche, protezionismo e incertezza, è una priorità strategica».

Il progetto si muove in uno scenario dove «nonostante un contesto internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche, i dati dei primi otto mesi del 2026 mostrano una buona capacità di tenuta dell'export italiano», spiega il chief economist di Intesa Sanpaolo, Gregorio De Felice.

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