Pastore (Bcc Iccrea): «Il nostro tocco umano per sostenere i territori»
Il direttore generale del polo del credito cooperativo che Nordest conta 17 banche con 476 filiali «Il nostro piano strategico triennale prevede l'erogazione di nuovi impieghi per oltre 8 miliardi»

La cooperazione guarda agli obiettivi di medio e lungo periodo, puntando su una crescita sostenibile nel tempo, con il sostegno al territorio al centro. Mauro Pastore, direttore generale del gruppo Bcc Iccrea, sintetizza così l’approccio seguito dalla banca di secondo livello delle Bcc, che in questi anni ha seguito un approccio opposto rispetto agli istituti tradizionali, continuando a presidiare “fisicamente” il territorio nordestino.
Cominciamo da uno sguardo d’insieme all’economia del territorio. Quali sono le sue peculiarità e quali le peculiarità?
«Di massima c’è un quadro d'insieme omogeneo e una forte interconnessione tra i territori, caratterizzati da un'ampia diversificazione e da una comune vocazione agli scambi con l'estero. Nonostante un contesto internazionale estremamente critico ed incerto, la solidità del modello economico delle regioni continua ad affermarsi su innovazione ed export, motori di sviluppo e validi antidoti a ogni crisi».
Passando a voi, su quali target di clientela e filoni di business puntate con maggiore decisione per crescere?
«Le nostre Bcc sono da sempre focalizzate sulle famiglie e sulle piccole e medie imprese che rappresentano la spina dorsale economica del Paese. Il nostro modello è contrassegnato da un “tocco umano” che si caratterizza per la vicinanza alle comunità e la capacità di ascolto».
Come è cambiato negli anni il presidio dei territori anche in confronto al sistema bancario non cooperativo?
«Nelle due regioni operano 17 banche del nostro gruppo con 476 filiali: una presenza capillare molto apprezzata da famiglie e imprese. A fianco di questa presenza umana, offriamo anche servizi digitali per rispondere alle istanze del mercato: nel prossimo triennio investiremo oltre 300 milioni in nuove tecnologie e in soluzioni supportate dall'intelligenza artificiale».
Come si combinano i valori sociali e della cooperazione con gli obiettivi di bilancio?
«La costituzione del gruppo Bcc Iccrea, nel 2019, ha consentito di rafforzare la solidità patrimoniale e la capacità di sviluppo delle banche aderenti, continuando ad affermare la funzione mutualistica propria del credito cooperativo. Il nostro piano strategico triennale prevede l'erogazione nel Nordest di nuovi impieghi per oltre 8 miliardi ed immetteremo queste risorse nell'economia reale».
Quali sono gli obiettivi per il medio periodo?
«Il cooperatore, per vocazione, guarda agli obiettivi di medio e lungo periodo: la crescita, per definirsi tale, deve essere solida e sostenibile nel tempo, il sostegno al territorio deve rappresentare una certezza tanto per il presente quanto per le future generazioni. La nostra attenzione è quindi indirizzata a orientare il servizio secondo l'evoluzione delle esigenze delle imprese delle famiglie: funzionalità nelle transazioni, professionalità nella consulenza».
Prevedete cambiamenti nella struttura delle filiali sul territorio?
«I comuni bancarizzati tra Veneto e Friuli Venezia Giulia sono meno di 600: noi siamo presenti in 330 e siamo soddisfatti di come le nostre Bcc sanno distinguersi sul territorio».
E sul fronte della consulenza come vi muoverete?
«Dalla nostra sappiamo di poter contare su una relazione, che nel tempo siamo stati in grado di instaurare con le persone e questo fa la differenza. Inoltre abbiamo gli strumenti per crescere ancora: dalle partnership con operatori di primo livello nel risparmio, tra cui nel credito al consumo e nei finanziamenti per l’internazionalizzazione, alle risorse che destiniamo all’intelligenza artificiale».—
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