Newcleo sbarca in Borsa a Wall Street: valutazione di 2,4 miliardi di dollari
Questa sera, martedì 22, il via alle contrattazioni sul mercato Usa. A Nordest partnership con Danieli e Fincantieri e per la componentistica con Orion Valves e Greenpumps

Suonerà questa sera, martedì 22 settembre, (ora italiana) la prima campanella al Nasdaq, il mercato dei titoli tecnologici di New York, per Newcleo, la società europea del nucleare di nuova generazione fondata nel 2021 e guidata dal fisico e imprenditore torinese Stefano Buono.
Lo ha comunicato NewHold Investment Corp. III, la Spac (società di acquisizione a scopo speciale) quotata in borsa con cui la stessa Newcleo si fonderà per arrivare a scambiare sul listino Usa.
Il closing dell’operazione è stato definito ieri dopo «il perfezionamento delle consuete condizioni sospensive», si legge in una nota di Newhold.
A seguito del closing, l’azienda che ne risulterà opererà come Newcleo Plc e le sue azioni ordinarie e i relativi warrant (ciascuno esercitabile per un’azione ordinaria di classe A a un prezzo di 11,50 dollari) dovrebbero essere negoziati sul Nasdaq con i ticker Nwcl e Nwclw «a partire indicativamente da martedì 22 settembre».
Quando negli scorsi mesi è stata annunciata l’operazione per la quotazione di Newcleo, la valutazione pre-money era di circa 2,4 miliardi di dollari, mentre la raccolta definitiva lorda è stata di 247 milioni di dollari, risorse finanziarie a disposizione dell’azienda, impegnata in una forte espansione negli Stati Uniti, recentemente rafforzata dalla nomina dell’esperto manager dell’energia Jeffrey Lyash a presidente.
Con la mossa della quotazione al Nasdaq, la start up punta a raccogliere investimenti e ad accelerare lo sviluppo.
Secondo il programma annunciato dallo stesso Buono, il «primo mini reattore nucleare raffreddato a piombo sarà realizzato entro il 2032». Un traguardo, quello del 2032, che è meno lontano di quanto si pensi.
Newcleo, che punta molto sugli Stati Uniti per concretizzare i suoi progetti, ha solidi partner industriali nel Nordest, in primis Danieli, la multinazionale friulana dell’acciaio, e Fincantieri, l’industria navalmeccanica più grande d’Italia, con quartier generale a Trieste e importanti stabilimenti a Monfalcone e Marghera.
Per quanto riguarda la componentistica Newcleo farà affidamento alla triestina Orion Valves, azienda leader nella produzione di valvole industriali ad alte prestazioni per i settori Oil & Gas, power, petrolchimico e process industries.
Tra i partner industriali selezionati anche la padovana Greenpumps, specializzata nella produzione e progettazione di pompe a trascinamento magnetico con applicazioni speciali ed estreme.
Molti altri sono i “compagni di viaggio” di alto profilo della società di Buono, come Siemens Energy, Enea e Alsymex.
Sul tema dell’energia nucleare e dei progetti di Newcleo ha parlato ieri il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. «Non possiamo dipendere dall’estero sull’energia, va avviata subito la procedura per riportare in Italia il nucleare civile», ha dichiarato il ministro al Cersaie a Bologna, ricordando che domani il Parlamento voterà il disegno di legge delega sul tema, «ovvero impianti nucleari di nuova generazione, small reactor costruiti in Italia con Newcleo. Abbiamo realizzato su base industriale il nucleare sicuro, una tecnologia nuova, pulita, tascabile, trasportabile nei container», ha continuato Urso facendo riferimento ai reattori veloci raffreddati a piombo sviluppati nel laboratorio di ricerca sul lago Brasimone, nell’Appennino bolognese.
«Per 40 anni siamo stati il terzo Paese al mondo per nucleare civile, dopo Usa e Urss. Poi in Italia ci siamo fermati, ma abbiamo continuato, con Enel, a portare conoscenza e mezzi per costruire centrali all’estero», ha aggiunto il ministro, «dobbiamo riprendere per dare una risposta di lungo periodo al bisogno di energia di imprese e famiglie».
A fondare Newcleo, oltre a Buono, sono stati anche Elisabeth Rizzotti e Luciano Cinotti.
L’azienda ha la sua sede principale a Parigi, dove si è spostata a fine 2024 da Londra, e uffici a Torino, Lione e Londra. Ha un team di 1100 dipendenti, di cui 400 in Italia.
Finora ha raccolto oltre 537 milioni di euro in finanziamenti per portare avanti la sua visione di un nucleare più sicuro, sostenibile ed efficiente.
Il cuore di Newcleo sta nei suoi reattori a piombo liquido, una tecnologia chiamata Lfr (Lead-cooled fast reactors).
A differenza dei reattori tradizionali, che usano acqua per il raffreddamento, questi impianti impiegano piombo fuso, un sistema che elimina il rischio di evaporazione e riduce la possibilità di incidenti.
Un altro elemento chiave è l’utilizzo del combustibile Mox, un tipo di carburante nucleare ottenuto dal riciclo delle scorie radioattive già esistenti, trasformando così un problema ambientale in una risorsa per la produzione di energia.
Combustibile che, secondo le intenzioni dei manager della start up, dovrebbe essere ottenuto proprio negli Stati Uniti.
«Grazie a questo processo non c’è più la necessità di scavare miniere per estrarre l’uranio dal suolo e quindi di non fare più le miniere. Eliminando il rischio chimico, questi sono i reattori più sicuri che si possono progettare», ha detto Buono di recente.
Inoltre, i reattori di Newcleo sono progettati per essere modulari, cioè costruiti in fabbrica e poi trasportati e assemblati nei siti di destinazione, abbassando significativamente i costi e i tempi di realizzazione rispetto alle centrali nucleari tradizionali.
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