La Consob approva l’offerta pubblica di Webuild su Trevi
Entra nel vivo la sfida con Icop per il controllo del gruppo cesenate specializzato nelle fondazioni e nell’ingegneria del sottosuolo

La sfida fra Icop e Webuild per il controllo di Trevi entra nella fase decisiva. La Consob ha approvato il documento relativo all’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria lanciata da Webuild sul gruppo cesenate specializzato nelle fondazioni e nell’ingegneria del sottosuolo. Il via libera spiana la strada alla partenza dell’Opa concorrente proprio mentre è appena partita l’offerta pubblica di scambio promossa dal gruppo friulano Icop.
Icop ha aperto lunedì il periodo di adesione alla propria Ops, che proseguirà fino al 16 ottobre. La società friulana di Basiliano mette sul piatto 0,133 azioni Icop di nuova emissione per ogni titolo Trevi conferito. Al momento del lancio dell’operazione, a fine giugno, il rapporto di concambio esprimeva una valorizzazione di 4,163 euro per azione Trevi. Trattandosi però di uno scambio azionario, il valore effettivo dell’offerta varia con l’andamento in Borsa del titolo Icop. Webuild ha scelto invece la strada del contante. Il colosso delle costruzioni guidato da Pietro Salini offre 4,50 euro per ogni azione Trevi, per un esborso massimo di circa 295 milioni di euro. L’Opa è condizionata, fra l’altro, al raggiungimento di almeno il 66,7% dei diritti di voto.
Il passaggio della Consob arriva dunque proprio in contemporanea alla partenza dell’operazione da parte di Icop, il cui progetto industriale punta a unire le competenze dell’azienda nel microtunnelling e nell’ingegneria del sottosuolo a quelle di Trevi nelle fondazioni speciali, dando vita a un gruppo con ricavi pro forma superiori al miliardo e un portafoglio ordini combinato superiore ai 2 miliardi. La strada dell’azienda guidata dalla famiglia Petrucco si è però complicata ulteriormente nei giorni scorsi. Il consiglio di amministrazione di Trevi ha giudicato infatti all’unanimità il corrispettivo dell’Ops Icop «non congruo» dal punto di vista finanziario e l’offerta «non conveniente» per gli azionisti.
Ora manca solo il calendario dell’Opa Webuild. L’approvazione della Consob consente la pubblicazione del documento d’offerta, dal quale emergeranno le date del periodo di adesione e quindi la misura della sovrapposizione temporale con l’Ops Icop. Nei primi due giorni l’offerta friulana ha raccolto adesioni ancora marginali: al 15 settembre risultavano conferite 1.356 azioni, pari allo 0,002% circa dei titoli oggetto dell’operazione, un dato comunque scarsamente indicativo nelle primissime sedute di un’offerta destinata a durare oltre un mese.
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