Mediolanum accelera nel Nordest: «Più family banker per crescere»
Parla il direttore generale della banca Igor Garzesi a Trieste
per inaugurare una nuova filiale

«Il nostro obiettivo è aiutare sempre più famiglie italiane, per questo la nostra crescita passa soprattutto dall’espansione della rete dei family banker, anche qui nel Nordest».
Ad affermarlo è il direttore generale di Banca Mediolanum, Igor Garzesi, arrivato ieri a Trieste in occasione dell’inaugurazione degli uffici dell’istituto a Palazzo Dreher.
Che cosa significa oggi per voi creare una sede così importante a Trieste?
«Aprire a Trieste è una dichiarazione molto chiara. Crediamo che le persone che stanno costruendo il futuro della propria famiglia abbiano bisogno di incontrare qualcuno in carne e ossa che possa ascoltarli».
Qual è la vostra presenza a Nordest?
«In Friuli Venezia Giulia abbiamo 104 family banker di cui 23 a Trieste e 16 uffici, si sono rivolti a noi più di 26.000 clienti e per loro gestiamo un patrimonio di 3 miliardi di euro. Mentre in Veneto abbiamo 902 family banker e 86 uffici, quasi 248.000 clienti hanno affidato a noi un patrimonio di 25,4 miliardi di euro. A livello nazionale continuiamo a rafforzare la rete. Nel 2024 il gruppo contava 4.700 family banker, mentre oggi siamo a 5200 e continuiamo a crescere».
Nella vostra strategia c’è anche la gestione dei grandi patrimoni.
«Sì. Abbiamo lanciato un’iniziativa dedicata, con una divisione specializzata con servizi di investment banking, wealth management e fiduciaria. Dal lancio, avvenuto a fine 2024, abbiamo registrato una crescita del 26% nel numero dei clienti serviti e del 27% nelle masse gestite».
Nel primo trimestre avete registrato una flessione nella raccolta.
«Il periodo è stato influenzato dalla situazione geopolitica e dalla volatilità dei mercati. Già ad aprile abbiamo però visto un recupero e a maggio il gap rispetto allo scorso anno si sta riducendo ulteriormente».
Come stanno reagendo oggi i risparmiatori italiani?
«I nuovi clienti tendono a spaventarsi di più davanti alle oscillazioni di mercato. I clienti che sono con noi da tempo, invece, spesso vedono i ribassi come opportunità di investimento. In questo momento il mercato continua a guardare molto all’equity. La nostra asset allocation media è composta per circa il 55% da azionario e per il restante 45% tra obbligazioni e titoli di Stato».
La presidente della Bce Christine Lagrade ha ribadito che l’inflazione va riportata al 2% nel medio periodo. L’attesa è per un rialzo dei tassi. Come dovrebbero comportarsi i risparmiatori?
«L’errore più grande è cambiare continuamente strategia in funzione dei movimenti di mercato. Bisogna invece distinguere tra obiettivi di breve, medio e lungo termine e costruire gli investimenti sulla base di questi orizzonti temporali».
Sul fronte della crescita, guardate ad acquisizioni di promotori o di altre reti?
«No. Anche quando cresciamo nella rete dei family banker preferiamo formare professionisti internamente».
Mediolanum e la famiglia Doris sono sempre stati soci di Mediobanca, che è il primo socio di Generali. Dopo la scalata di Mps su Piazzetta Cuccia c’è stato uno storico abbandono di quella partecipazione. Ha un senso strategico questo disimpegno?
«No, si è trattato di un investimento finanziario e il momento della vendita era favorevole. La nostra sfida è distinguerci dalle banche tradizionali: vogliamo crescere organicamente e diventare la prima banca delle famiglie italiane, puntando sulla qualità della consulenza e sul rapporto continuativo dei family banker con i clienti».
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