Il presidente Sironi: «Risiko bancario, noi concentrati sul piano Per Generali cruciale l’indipendenza»
Intervenuto ieri a Trieste alla presentazione dell’Experience Academy del gruppo. Nel 2025 il Leone ha investito in formazione 74 milioni

«Per noi la questione cruciale è mantenere l’indipendenza del Gruppo Generali, che ovviamente è fondamentale, ma crediamo che questo sia coerente con quello che sta accadendo».
Poche parole, ma chiare, quelle scelte ieri dal presidente del Leone di Trieste, Andrea Sironi, per commentare il risiko bancario ripartito nei scorsi giorni e che indirettamente investe anche la più grande compagnia assicurativa italiana e una delle più grandi al mondo.
A margine della conferenza stampa convocata ieri a Palazzo Berlam, nel capoluogo giuliano, per la presentazione della nuova Academy del Gruppo, il presidente, interpellato dai giornalisti, ha dichiarato di ritenere il processo di consolidamento del settore bancario positivo, «come è stato peraltro ricordato in modo efficace nel rapporto Draghi e nel rapporto Letta», ha proseguito, aggiungendo che sarebbe importante «anche a livello europeo».
Quanto al Leone, Sironi ha ribadito come il Gruppo sia focalizzato sulla realizzazione del proprio piano: «Credo che questa focalizzazione abbia premiato. Abbiamo prodotto risultati, lo scorso anno, nel primo trimestre e, lo vedremo anche con il primo semestre, molto positivi. Risultati che sono stati riconosciuti dal mercato», ha aggiunto il presidente ricordando il buon andamento del titolo in Borsa. «Abbiamo avuto la possibilità di pagare dividendi molto elevati, i nostri azionisti sono tutti soddisfatti. Ovviamente, ci rendiamo conto che quello che sta succedendo ha dei riflessi sul nostro capitale», ha concluso, con un ultimo riferimento alla partita che coinvolge Intesa Sanpaolo, Banco Bpm e Mps, evidenziando, come detto, che per il Leone fondamentale resta l’indipendenza del Gruppo.
L’argomento è andato in archivio così, ieri, restando sullo sfondo di una giornata particolarmente rilevante per il Leone, che ha visto il lancio della Generali Excellence Academy. Un ecosistema formativo di alta qualità, accessibile a tutte le 90.000 persone di Generali, al lavoro in 50 Paesi del mondo. Una diversità geografica e culturale che per il Gruppo rappresenta una ricchezza, come evidenziato dal presidente Sironi, ma che nell’Academy potrà trovare elementi di formazione e di crescita comuni, tanto nell’ambito tecnico, con un focus sull’utilizzo e l’interpretazione dell’AI, quanto in quello comportamentale e di relazione con i 75.000 clienti.
Un investimento, quello in formazione, che nel 2025 ha raggiunto i 74 milioni di euro, in significativo aumento rispetto ai 62,5 milioni dell’anno precedente, raggiungendo un indice di upskilling del 31%, con l’obiettivo di superare il 90% entro il 2027.
«Viviamo in un mondo in cui la conoscenza diventa rapidamente obsoleta ed è importante investire nella formazione», ha esordito il presidente Sironi presentando la nuova iniziativa e sottolineando come questo sia ancor più vero nel caso di un grande gruppo di servizi come Generali, dove «tutto è determinato dalla qualità e dalla capacità delle nostre persone» di interagire tra loro e con i clienti. In un mondo, si diceva, che cambia rapidamente.
Con una survey interna il Gruppo ha chiesto ai propri dipendenti se ritenessero di dover imparare nuove skill. La risposta? «Il 91% ha detto sì. E questo è di per sé un fattore di vantaggio competitivo, perché la learning agility, la voglia di imparare, è fondamentale», ha affermato Monica Possa, Group Chief People & Organization Officer di Generali.
L’Academy si struttura con programmi uguali in tutto il mondo, dedicati alle competenze ritenute strategiche per il successo e l’eccellenza di Generali. Percorsi per tutti i livelli dell’organizzazione. Per il Ceo del Gruppo, Philippe Donnet, «svolgerà un ruolo chiave nel promuovere una cultura in cui talento umano e tecnologia lavorano insieme, consentendo alla nostra organizzazione di adattarsi, innovare e rimanere vicina ai clienti».
L’Academy ha già lanciato le prime esperienze formative nei rami danni, health e pricing. «Ne lanceremo altre su vita e finance, così da consentire alle nostre persone di acquisire competenze tecniche avanzate», ha fatto sapere Alberta Zamolo, Head of Group Academy, «abbiamo anche raccolto le best practice da tutto il Gruppo».
Capitolo a sé quello dell’AI. «Un campo nel quale non tutti hanno gli stessi bisogni – ha proseguito Zamolo – ragion per cui abbiamo creato programmi di formazione multilivello che trattano temi che vanno dall’etica e dalla gestione dei rischi, fino a competenze molto avanzate come la programmazione».
Cuore pulsante dell’Academy è Palazzo Berlam, a Trieste, la cui centralità non viene messa in discussione, come ha tenuto a precisare il presidente Sironi. «Trieste è la città dove siamo nati, dove abbiamo la sede legale, dove lavorano 2.000 persone e dove continuiamo a investire. Voglio fugare ogni dubbio su questo», ha concluso: «Trieste è la nostra città, è dove siamo nati e dove abbiamo le nostre radici».
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