Generali, successo per il bond: «Il mercato apprezza la strategia»

L’obbligazione emessa il 7 gennaio per 650 milioni ha raccolto 2,6 miliardi. Spread a 125 punti base, il secondo più basso di sempre. Borean: «Ottimo momento di mercato»

Giorgia Pacino

 

Un nuovo attestato di fiducia dei mercati per Generali. Mercoledì la compagnia assicurativa triestina ha emesso un prestito obbligazionario destinato a investitori istituzionali per un importo complessivo di 650 milioni, con una cedola del 4,126% e scadenza a gennaio 2036, che è stato accolto con particolare favore dai mercati.

In fase di collocamento dei titoli, sono stati infatti raccolti ordini superiori a 2,6 miliardi, una cifra pari a oltre quattro volte l’offerta. Gli ordini sono arrivati da una base fortemente diversificata di circa 135 investitori istituzionali internazionali. Non solo: il deal ha registrato il secondo spread più basso di sempre per un bond subordinato emesso da una società assicurativa europea, pari a 125 punti base. Segno della reputazione di cui gode il Leone sui mercati e della solidità riconosciuta al gruppo e alle sue emissioni.

«È un segnale forte», sottolinea il Group Cfo di Generali, Cristiano Borean. «Generali è l’istituzione finanziaria con il più alto merito di credito in Italia», come riconosciuto dai recenti upgrade di rating di Fitch e Moody’s, «e il basso livello di spread, rimasto costante anche nei giorni successivi, ci dice che il mercato apprezza la nostra strategia sul debito e sulla gestione del capitale, ma anche la strategia industriale e di business». Oggi le Assicurazioni triestine pagano in termini di interessi sul debito più di 250 milioni di euro in meno rispetto al 2018. Un dato significativo rispetto ai 4,25 miliardi di utile normalizzato previsti per il 2025, secondo le stime annunciate dallo stesso Borean lo scorso novembre in occasione dei risultati del terzo trimestre. «Raddoppiamo gli utili rispetto al 2018 e riduciamo fortemente la volatilità del rischio relativo a questi utili», prosegue il Cfo, sottolineando anche la qualità dei sottoscrittori, «molto alta e non speculatoria».

Per Borean il successo dell’emissione si deve al combinato disposto di due fattori: da un lato la struttura scelta per il bond – un’obbligazione subordinata tier 2 a dieci anni bullet, ovvero senza possibilità di essere richiamata – e l’ottimo momento di mercato. Il giorno del collocamento, lo scorso 7 gennaio, è stato anche il giorno della più grande emissione di obbligazioni corporate nel Vecchio continente, con 57 miliardi di titoli emessi dalle aziende europee. Nonostante la grande offerta, l’attenzione degli investitori si è concentrata sul Leone.

«L’anno è iniziato bene per i mercati», conferma il Group Cfo. «Sul mercato del debito stanno già iniziando i primi movimenti tra settori influenzati da fattori geopolitici, sul mercato del credito c’è molta offerta e grande interesse da parte degli investitori. La nostra operazione, che ci ha permesso di effettuare un rifinanziamento del debito esistente da qui al 2027 per 650 milioni, ha attirato tantissimo interesse». In una prima fase dell’emissione, si è arrivati a 4 miliardi di offerta, più di sette volte la copertura dell’offerta lanciata dal Leone. Una volta rimodulato il prezzo, l’operazione si è chiusa a un tasso finale di 4,126%, con una raccolta ordini di 2,6 miliardi e uno spread tra i più bassi di sempre, a quota 1,25%. «Un risultato che ci permette di ottenere un doppio beneficio – prosegue Borean – : una spesa per interessi sempre più bassa e un grande riconoscimento dal mercato, che avevamo già visto nella seconda parte del 2025». Lo scorso settembre Generali ha infatti emesso il suo primo prestito obbligazionario perpetuo restricted tier 1, facendo registrare lo spread più stretto mai ottenuto da una società assicurativa.

Il bond appena emesso, con scadenza a gennaio 2036, offre una cedola del 4,126% pagabile annualmente in via posticipata. La data di stacco della prima cedola è fissata al 14 gennaio 2027. I titoli saranno emessi ai sensi del programma Emtn di Generali da 15 miliardi di euro, che è stato rinnovato lo scorso dicembre confermando l’importo già fissato per il triennio 2022-2025.

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