Generali, risultati sopra le attese e con UniCredit «dialoghi in corso»

Premi a 28,2 miliardi e risultato operativo a 2,2 miliardi, sull’utile netto pesa una tassa straordinaria in Francia. Il titolo strappa a Piazza Affari e chiude a +2,7 per cento

Roberta Paolini

 

Tra le fermate di Tre Torri e Porta Garibaldi a Milano ci sono appena cinque fermate di metropolitana. Quanto basta, scherza il deputy ceo di Generali, Giulio Terzariol, per spiegare perché i colloqui con UniCredit siano «abbastanza normali». Ma dietro la battuta c’è un messaggio sostanziale: i contatti tra il Leone e la banca guidata da Andrea Orcel esistono, sono in corso e si inseriscono nella ricerca di partnership utili ad accelerare crescita e obiettivi strategici. «Stiamo già lavorando con UniCredit nell’Europa dell’Est dove abbiamo un rapporto di grande successo» e «non è l’unica conversazione che abbiamo», ha precisato Terzariol, invitando però a «non leggere altro».

Priorità al piano industriale

Sul tavolo, almeno ufficialmente, non c’è alcun dossier straordinario. Il management triestino continua a ribadire che la priorità resta l’esecuzione del piano industriale, in un contesto globale reso più complesso dalla volatilità dei mercati, dalle tensioni geopolitiche e dal conflitto in Medio Oriente. E i numeri del primo trimestre sembrano offrire argomenti a sostegno di questa linea. Generali ha archiviato i primi tre mesi del 2026 con premi lordi in crescita del 6,8 per cento a 28,2 miliardi, trainati sia dal danni (+5,8 per cento) sia dal vita (+7,5 per cento), mentre il risultato operativo è salito dell’8,1 per cento a 2,235 miliardi, superando le attese del mercato. L’utile netto si è fermato a 1,169 miliardi, in lieve flessione del 2,2 per cento, ma il dato risente sia dell’andamento dei mercati sugli investimenti valutati a fair value sia soprattutto di una componente fiscale straordinaria legata alla Francia. Il gruppo ha infatti contabilizzato immediatamente un onere straordinario da 50 milioni derivante da una sovratassazione retroattiva introdotta dalla legge di bilancio francese. Una misura che, ha spiegato Borean, ha inciso per circa 2,5 punti percentuali sull’aliquota fiscale trimestrale. Il meccanismo continuerà a produrre effetti anche nel 2026, con un impatto complessivo stimato in circa 40 milioni distribuiti nei vari trimestri dell’anno, ma senza ulteriori effetti una tantum. Al netto di questi elementi, l’utile normalizzato è cresciuto del 5,2 per cento a 1,266 miliardi, oltre le stime.

«I risultati del gruppo del primo trimestre 2026 confermano il successo dell'implementazione del nostro piano strategico», ha spiegato il cfo Cristiano Borean, sottolineando come la crescita del risultato operativo sia stata sostenuta da tutti i segmenti.

La spinta del segmento vita

La vera spinta alla redditività arriva dal vita. Il risultato operativo del segmento è cresciuto del 9,9 per cento a 1,09 miliardi, mentre il new business value è balzato del 19,1% a 977 milioni. I premi vita hanno raggiunto 17,2 miliardi con una crescita particolarmente sostenuta dei prodotti tradizionali di risparmio, soprattutto in Asia. Borean ha parlato di una dinamica «positivamente sorprendente» in una fase caratterizzata da forte volatilità. «La cosa che ci ha positivamente sorpreso è stata la capacità di raccogliere», ha spiegato.

Anche il danni continua a mantenere una traiettoria di crescita, pur dovendo assorbire il peso delle catastrofi naturali. Il risultato operativo sale a 1,041 miliardi (+1,2 per cento), mentre il combined ratio peggiora leggermente al 90,5 per cento, penalizzato in particolare da un evento definito «particolarmente significativo» in Portogallo. Al netto delle catastrofi, però, il management sostiene che la redditività tecnica continui a migliorare.

Importante anche il contributo dell’asset e wealth management, con un risultato operativo in aumento del 15,5 per cento a 314 milioni. «Il lavoro fatto con gli ultimi piani strategici è stato proprio investire su sorgenti di utili diversificate», ha spiegato Borean. Il gruppo conferma inoltre tutti gli obiettivi del piano: oltre 7 miliardi di dividendi nel triennio e buyback per almeno mezzo miliardo l’anno.

Il titolo vola in Borsa

La risposta di Piazza Affari è stata immediata. Il titolo Generali è balzato in apertura del 2,4 per cento, per poi chiudere a +2,69 per cento, tra i migliori titoli del Ftse Mib. Equita ha parlato di una «solida partenza d’anno», mentre Mediobanca ha definito i risultati «molto solidi», evidenziando come il superamento delle attese abbia riguardato tutte le principali divisioni.

 

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