Delfin, la mossa di Basilico: «Cedere le partecipazioni»
Ma Leonardo Jr dice no al riacquisto con lo sconto delle quote di chi vuole uscire: «Nessun erede cederebbe mai l’azienda di famiglia a sconto»

È scontro totale sul riassetto di Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, in vista dell’assemblea di domani per l’approvazione del bilancio e dell’aumento della distribuzione del dividendo.
L’ultimo colpo di scena è la lettera inviata da Rocco Basilico, figlio dell’ultima moglie di Leonardo Del Vecchio, Nicoletta Zampillo, e del banchiere Paolo Basilico, al board di Delfin e ai soci, in cui propone la dimissione delle partecipazioni finanziarie per il riacquisto delle quote dei soci che vogliono uscire con uno sconto del 25% su EssilorLuxottica. «Nessun erede Del Vecchio cederebbe mai l’azienda di famiglia a sconto», sottolineano a stretto giro fonti vicine a Leonardo Maria Del Vecchio che bocciano la proposta.
Nella lettera, Basilico evidenzia come a distanza di dodici mesi «viviamo ancora una volta un clima di forte tensione», dopo che un anno fa ci «siamo fermati a un passo dal precipizio», ma giudica la soluzione poi perseguita, ovvero il piano di Leonardo Maria Del Vecchio di salire al 37,5% di Delfin diventandone primo azionista, ancora più problematica: quel tentativo, scrive, «si è rivelato, a mio avviso, peggiore del problema che avrebbe dovuto risolvere» . Il bilancio che traccia è severo: «I rapporti tra alcuni di noi si sono ulteriormente deteriorati» e oggi ci «ritroviamo nuovamente in una situazione di stallo che rischia di compromettere il futuro di Delfin».
Dopo l’analisi delle questioni legate ai rapporti tra i soci di Delfin e quelli interni alla famiglia, la lettera avanza una proposta in due varianti. Delfin potrebbe riacquistare le «partecipazioni dei soci che non hanno più interesse a rimanere nella compagine sociale, finanziandosi attraverso la cessione delle partecipazioni finanziarie», si legge. In pratica Delfin liquida il portafoglio (Mps, Generali, UniCredit), incassa e usa quei soldi per comprare le quote di chi vuole uscire dalla compagine sociale. Chi resta si ritrova una Delfin concentrata su EssilorLuxottica, svuotata di ogni diversificazione. C’è poi quella che Basilico definisce soluzione intermedia ed «equilibrata, capace di tutelare l’asset strategico». Questa prevede di «preservare integralmente la partecipazione in EssilorLuxottica e prevedere la distribuzione ai soci di parte o tutte le partecipazioni finanziarie». In pratica: Delfin non vende niente, distribuisce direttamente le partecipazioni finanziarie ai soci, così che ogni socio si ritrovi in mano azioni di Mps, Generali, Unicredit, con la vendita sul mercato per conto proprio.
Uno dei nodi centrali della lettera è quello legato al prezzo di Essilorluxottica. Per calcolare quanto vale la quota di chi esce, rilevano alcuni osservatori, bisogna dare un valore a tutto ciò che c’è dentro Delfin, EssilorLuxottica inclusa. Ed è qui che Basilico avanza la proposta più dirompente. Il criterio che propone è questo: le partecipazioni finanziarie si valutano al 100% del valore di mercato, mentre su EssilorLuxottica si applica uno sconto del 25% rispetto alla quotazione di borsa .
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