Commerz, Berlino apre sulla vendita del 12% a Unicredit

Fonti governative si dicono possibiliste sull’operazione. Dovranno essere raggiunte strategie comuni tra i gruppi. Resta l’attesa per il verdetto della Bce sull’integrazione  

Massimo Lapenda

Si apre uno spiraglio per la vendita a Unicredit della quota del governo tedesco in Commerzbank. Una ipotesi che si concretizzerà nel momento in cui i due istituti di credito riusciranno a concordare una strategia comune. I rumors circolati a Berlino portano ad un nuovo scenario, a poco più di un mese dalla conclusione dell'offerta pubblica di scambio che ha permesso a Unicredit di avere il controllo della banca tedesca. Resta quasi del tutto indifferente la Borsa con il titolo di Unicredit che ha chiuso a -0,6% e quello di Commerzbank a -0,3%.

Funzionari governativi di Berlino, secondo quanto riferito dall'agenzia Bloomberg, sarebbero aperti a discutere una potenziale vendita della quota del 12,7% della banca di Francoforte al gruppo di Piazza Gae Aulenti ad un prezzo congruo e se ci saranno le garanzie per il futuro dell'istituto tedesco.

Il nodo del prezzo

Qualora la Germania decidesse di vendere la propria partecipazione, il prezzo avrà sicuramente un ruolo determinante, considerato che il governo ha deciso di non aderire all'ops di Unicredit che offriva 0,485 azioni proprie per ogni azione della tedesca conferita. Un dato certo è che agli attuali valori di Borsa la quota in mano al governo vale ben oltre 5 miliardi di euro. Ma la condizione più importante perchè la cessione della quota si concretizzi, secondo quanto riferisce Bloomberg, sarebbe il sostegno dell'attuale management di Commerzbank ai piani dell'istituto di credito italiano. Un sostegno che si troverà se il dialogo tra i due gruppi, approderà ad una visione condivisa su diversi temi.

Sulle ipotetiche mosse della cancelleria tedesca nessun commento arriva dalle due banche, in attesa di vedere come proseguirà il confronto avviato nelle settimane scorse tra Andrea Orcel e Bettina Orlopp. I due top manager, hanno partecipato a una riunione online che si è concentrata sulle implicazioni contabili, legali e di gestione del rischio. L'incontro ha aperto la strada ad altri colloqui che proseguiranno anche nei prossimi mesi, per mettere a punto una «soluzione amichevole». E questo in vista che la Bce dia il suo via libera all'integrazione tra Unicredit e Commerzbank. In realtà la Banca avrebbe già fatto una sua valutazione preliminare senza trovare «motivi di obiezione» all'operazione. La valutazione della Bce è dunque in corso e una risposta definitiva è attesa nel corso della seconda metà di ottobre.

Ritornando al tema della quota detenuta da Berlino, va sottolineata la posizione del governo che ribadisce di non aver cambiato la propria posizione e archivia le indiscrezioni sulla vendita come mere «speculazioni». Sebbene la Germania si sia opposta all'operazione di Unicredit, ha però nei fatti sempre mantenuto le distanze, sostenendo che spetta ai due istituti di credito decidere come procedere. La cessione della partecipazione, viene evidenziato, rappresenterebbe però una netta inversione di tendenza per il governo di Berlino.

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