Cipiccia: «Capitale umano e transizione energetica, le aziende investono»
La direttrice Veneto Est e Fvg di Intesa Sanpaolo: «Le imprese più attive affrontano con fiducia una fase difficile. Sul cambiamento si gioca la partita della competitività delle imprese»

Nella congiuntura geopolitica complessa del presente, il mondo imprenditoriale del territorio sta reagendo alle difficoltà con il consueto approccio proattivo che lo contraddistingue.
L’intraprendenza e la resilienza delle aziende necessitano, però, del supporto del sistema bancario, i cui strumenti rivestono un’importanza cruciale nel superamento delle complessità attuali. In particolare, uno sguardo attento è quello di Cristina Cipiccia, direttrice regionale Veneto Est e Friuli Venezia Giulia di Intesa Sanpaolo, che delinea l’attitudine delle imprese e fornisce i parametri d’azione sui quali la banca sta puntando per sostenere gli imprenditori.
«Dal nostro osservatorio, rileviamo che le aziende che investono in innovazione, hanno cura del capitale umano e si aprono a nuovi mercati hanno la possibilità di guardare al futuro con fiducia e affrontare anche questo momento così complesso, in modo costruttivo – ha raccontato Cipiccia al Festival Città Impresa di Treviso -. Il nostro compito e la nostra volontà sono quelle di guidare un cambiamento sul quale si gioca la partita della competitività delle imprese».
A supporto del mondo imprenditoriale devono esserci azioni concrete, come strumenti di corporate finance che siano finalizzati alla crescita: «Non si tratta solo di quotazione in Borsa ma anche di M&A e rafforzamento della governance aziendale. Un altro tema fondamentale, in questo periodo storico, è quello del ricambio generazionale, un ambito che vede Intesa Sanpaolo impegnata a fianco delle imprese, offrendo consulenza specializzata e strumenti finanziari per gestire il passaggio di consegne. La nostra banca facilita la continuità aziendale e l’innovazione, favorendo l’integrazione tra l’esperienza e lo spirito creativo delle nuove generazioni».
In un quadro geopolitico instabile, in cui l’incertezza è l’elemento che caratterizza la quotidianità, costituire un fronte comune è indispensabile: «Le difficoltà del momento impongono di agire in un’unica direzione – ha proseguito Cipiccia -. C’è la necessità di collaborare in modo più efficace e serve stimolare maggiormente l’interazione con le istituzioni, con il sistema del credito, con le filiere, altro elemento che per noi è fondamentale. In questo contesto, si inserisce il cruciale e delicato tema dell’approvvigionamento energetico, sul quale alcune aziende si sono già mosse da tempo. Quelle che lo hanno fatto con anticipo, si sono portate avanti sul tema dell’efficientamento. C’è la necessità di avere una strategia e di lavorare per una transizione energetica».
Veneto e Friuli Venezia Giulia sono territori vivaci e proattivi, in cui le aziende, dalle più grandi alle Pmi, esprimono tutta la loro dinamicità e capacità di adattamento: «C’è una grande omogeneità tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, pur considerando che ogni azienda e area hanno caratteristiche proprie. Trovo che le aziende di questi territori siano vincenti. La dimensione non è l’unico driver, ma è sicuramente un elemento che può fare la differenza, specie quando ci si vuole aprire a mercati interazionali. Il nostro nuovo piano di impresa – ha concluso la direttrice -, si fonda sulla volontà di accompagnare le imprese verso la sostenibilità, la promozione dei talenti, la transizione energetica. Vogliamo essere vicini a progetti imprenditoriali che siano importanti per lo sviluppo sociale del territorio. Nutrire l’ecosistema nel quale l’azienda opera è fondamentale per raggiungere i risultati e favorire il benessere della comunità». —
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