Bcc regionali: nel 2025 raccolti 20 miliardi
A Udine l’assemblea degli otto istituti di credito cooperativo. Il presidente Occhialini: «stiamo raggiungendo i 100.000 soci, in crescita costante, e abbiamo superato i 410.000 clienti, peraltro in una regione piccola, di un milione e 200.000 abitanti»

Lo stato di salute delle otto banche di credito cooperativo (Bcc) del Friuli Venezia Giulia è «ottimo, con bilanci tra i migliori degli ultimi anni».
Parola di Luca Occhialini, presidente dell’associazione regionale delle Bcc, padrone di casa nell’assemblea ordinaria in castello a Udine.
L’appuntamento ha coinvolto, oltre ai presidenti delle otto Bcc – Zkb Trst Gorica, Bcc della Venezia Giulia, Primacassa, Banca 360, Cassa Rurale Fvg, Bcc Podenonese Monsile, Credifriuli e Banca di Udine – il sindaco del capoluogo friulano Alberto Felice De Toni, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, il professor Leonardo Becchetti (che insegna economia politica a Roma), il direttore generale di Federcasse Sergio Gatti, con le conclusioni affidate ad Augusto Dell’Erba e al presidente della Regione Massimiliano Fedriga.
I dati
Come ha sottolineato Occhialini nel suo intervento, «in media l’80% del risparmio raccolto dalle Bcc del Friuli Venezia Giulia è diventato credito per l’economia reale nelle stesse comunità che hanno generato quel guadagno».
Nel 2025 sono stati raccolti 20 miliardi di euro, contro i 18 dell’anno precedente, e ne sono stati investiti 10. Il patrimonio ha superato il miliardo e 600 milioni: «Numeri impressionanti rispetto a non molti anni fa» ha aggiunto Occhialini.
«Stiamo raggiungendo i 100.000 soci, in crescita costante, e abbiamo superato i 410.000 clienti, peraltro in una regione di un milione e 200.000 abitanti».
In Friuli Venezia Giulia, le Bcc sono presenti con 250 sportelli e ci sono ben 51 comuni in cui rappresentano l’unica realtà bancaria in loco.
Le quote di mercato vengono investite per il 46% in agricoltura, per il 41% in attività immobiliari, per il 36% nel turismo e per il 33% nel commercio.
«I costi alti sono compensati dall’ottima risposta di famiglie e imprese» ha detto ancora il presidente, ricordando anche che «l’utile consolidato del 2025 ha superato i 208 milioni per le otto Bcc regionali». Numeri che «danno piena evidenza delle funzioni sociali ed economiche, incardinate nella nostra mission, che coinvolge sia la parte “industriale” sia quella sociale, mutualistica e solidaristica, espressione di valori universali», ha concluso Occhialini.
Il radicamento territoriale
Partendo da una riflessione sul «mondo che ha perso completamente la bussola e il senso della realtà», il ministro Ciriani ha notato come «il successo delle banche di credito cooperativo sia la dimostrazione che il Friuli Venezia Giulia è ancora caratterizzato da aziende efficienti e da imprenditori veri».
Una specificità che «dobbiamo tentare di mantenere salda, di fronte alle minacce di una finanza senza volto, a cui contrapporre il fattore umano».
Sullo sfondo del discorso del ministro, naturalmente, la situazione internazionale e la crisi di Electrolux: «Un tema che non nasce ieri, ma su cui dobbiamo intervenire al più presto».
Anche il presidente Fedriga ha sottolineato «la scarsa competitività dell’Europa», citando a esempio il regolamento sull’intelligenza artificiale, definito «poco realistico, perché se vogliamo essere innovatori dobbiamo creare un modello che permetta l’innovazione». In una regione che «ha le spalle grandi dal punto di vista finanziario», ha aggiunto il governatore, «le Bcc svolgono un ruolo fondamentale: siete la nostra certezza e garanzia di crescita del territorio».
L’intelligenza relazionale
Le Bcc «sono linfa vitale per i territori, ci aiutano a uscire dall’incantesimo che la vita economica sia un gioco a somma zero e che per vincere bisogna combattere» ha sottolineato Becchetti, ricordando che «se siamo diventati 8 miliardi sul pianeta è accaduto grazie alle comunità che sanno cooperare».
La loro qualità principale è proprio l’intelligenza relazionale, il cosiddetto «relationship banking» descritto da Gatti nel suo intervento: «Se l’intelligenza artificiale può essere una potenzialità da usare con cura, la decisione finale deve restare radicata nelle mani delle persone».
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