Banche, chiusi 516 sportelli. Iccrea prima per presenze

L’indagine è dell’Osservatorio First Cisl con i dati 2025. Il Veneto è tra le regioni più colpite dai tagli, meno 3,5%. In Fvg scendono del 2,9%. Nei due territori oltre 280 mila persone vivono in comuni senza alcun presidio. La diffusione dell’Internet banking resta sotto la media europea al 56%

Giorgia Pacino

 

Una discesa continua. Ammonta a poco più di 19 mila il numero degli sportelli bancari attivi sul territorio nazionale al 31 dicembre 2025, anno che ha fatto registrare nuove chiusure: secondo l'ultimo rapporto dell'osservatorio First Cisl sulla desertificazione bancaria, negli ultimi dodici mesi la rete fisica si è ridotta ulteriormente di 516 sportelli, scendendo a quota 19.140. Rispetto alla fine del 2024 – anno in cui per la prima volta si è scesi sotto le 20 mila unità – il calo complessivo è stato pari a circa il 2,6%, con differenze significative tra le diverse aree del Paese.

Il Veneto figura tra le regioni più colpite dai tagli (-3,2%), secondo solo alle Marche (4,3%) e alla Toscana (3,5%) ed ex aequo con la Calabria. Il Friuli Venezia Giulia ha visto una riduzione più modesta, pari al 2,9%, ma comunque superiore alla media nazionale.

Un quinto dei Comuni veneti non ha sportelli bancari sul proprio territorio e oltre la metà di questi è rimasta priva di un presidio dal 2015 ad oggi (nove municipi lo hanno perso negli ultimi 12 mesi). I comuni con un solo sportello oggi sono il 27% del totale. Nei Comuni che non registrano la presenza di alcuna banca risiedono 208 mila persone, 25 mila in più nell’ultimo anno, e operano con la propria sede 14 mila imprese venete. Guardando ai comuni dove sopravvive un solo sportello, Padova risulta la provincia più desertificata della regione. Se si prendono invece in considerazione le municipalità del tutto prive di un presidio bancario, il primato spetta a Belluno.

In Friuli Venezia Giulia più della metà della popolazione ha visto chiudere il proprio sportello di riferimento negli ultimi dieci anni e un terzo dei Comuni oggi ne ha a disposizione uno solo. Sessantacinquemila persone e 4 mila imprese vivono e operano in territori sprovvisti di una banca, 166 mila residenti e 10.200 imprese possono contare su un unico sportello nel proprio Comune.

Oltre un quarto del territorio friulgiuliano è stato colpito dalla desertificazione bancaria: la superficie dei Comuni privi di sportelli è infatti pari al 28% della superficie totale della regione. Udine è la provincia maglia nera, sia per i Comuni privi di sportelli sia per quelli dotati di un solo presidio. Gli indicatori provinciali elaborati da First Cisl premiano invece Trieste: tenendo conto di elementi quali popolazione, imprese e superficie dei Comuni con un solo sportello, risulta la provincia meno desertificata d’Italia.

La nuova ondata di chiusure registrata nel 2025 ha modificato anche la classifica della presenza territoriale dei gruppi bancari. Adesso il primo posto a livello nazionale è occupato dal Gruppo Iccrea , che ha mantenuto stabile la sua presenza con 2.447 sportelli scavalcando Intesa Sanpaolo (2.298), protagonista di numerose chiusure nell’ultimo trimestre dell’anno, seguita sempre più da vicino da Unicredit (2.245).

Le banche di prossimità restano spesso da sole sul territorio: in Veneto nei comuni con un solo sportello le più presenti sono Brv Banca Veneto Centrale (18 sportelli), Banca Prealpi Sanbiagio (16) e Bcc Veneta (12), in Friuli Venezia Giulia il podio va a PrimaCassa (14), Crédit Agricole Friuladria (12) e Banca 360 Fvg (11).

Nonostante il sempre più limitato accesso diretto ai servizi bancari, l’analisi dell’osservatorio mostra come in Italia la diffusione dell’internet banking non sia ancora sufficiente a compensare la perdita della presenza fisica: tra il 2024 e il 2025 a livello nazionale il ricorso al servizio bancario digitale è cresciuto di poco più di un punto percentuale, passando dal 55,01% al 56,37% e resta significativamente inferiore alla media europea. In alcune regioni si è verificata perfino una diminuzione: è il caso del Veneto, dove l’uso di pc, smartphone e tablet per gestire conto corrente e altre operazioni finanziarie online è sceso dal 66% al 61%.

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