Banca Ifis: nel 2026 l’integrazione di Illimity e il suo ritorno all’utile

L’amministratore delegato dell’istituto di Mestre Geertman conferma la «stima preliminare di 110 milioni di euro di costi di integrazione, di cui 16 milioni di euro già contabilizzati nel terzo trimestre»

Fabio Perego

Banca Ifis, mese dopo mese, mette a punto i passaggi per la piena integrazione di Illimity.

La challenger bank, finita sotto il cappello del gruppo dei Fürstenberg, rivedrà la redditività nel corso del 2026, assicura nella call con gli analisti l'ad dell'istituto di Mestre, Frederik Geertman.

Mentre la due diligence, richiesta dalla Bce, sarà completata nel quarto trimestre di quest'anno e cioè entro il prossimo mese di dicembre.

L’amministratore delegato Geertman conferma poi la «stima preliminare di 110 milioni di euro di costi di integrazione, di cui 16 milioni di euro già contabilizzati nel terzo trimestre» appena diffuso , «e il restante importo da contabilizzare nel quarto trimestre».

Nel periodo ottobre-dicembre poi la «redditività ricorrente del gruppo - aggiunge l'amministratore delegato - dovrebbe accelerare, trainata dalla consueta stagionalità del quarto trimestre di Banca Ifis», mentre Illimity, che ha chiuso i 9 mesi con una perdita netta di 22 milioni di euro ( ridotta a 11 milioni al netto degli elementi non ricorrenti), «continuerà a risentire del processo di integrazione in corso».

Per il piano industriale post integrazione bisognerà attendere la seconda metà del 2026, quando verrà completata anche l'integrazione dei sistemi It e l'incorporazione di Illimity nell'istituto veneto.

Nel frattempo l'impegno è quello di mantenere una politica dei dividendi attraente, sottolinea l’amministratore delegato di Banca Ifis nel ricordare come sia stato «deciso di mantenere invariato l'acconto sul dividendo per azione» con l'obiettivo di mantenere coefficienti patrimoniali «intorno al 14%, in linea con il Cet1 attuale».

Intanto i conti, con i nove mesi a 472 milioni di utile, e la conferma dei target sull'anno, spingono la quotazione del titolo a Piazza Affari (ieri più 8,36% a 24,9 euro). —

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