Banca Generali vara l’Etf dedicato alle Pmi quotate
Le linee guida del prodotto, che sarà pronto a novembre, sono state presentate dall’amministratore delegato Gian Maria Mossa. «Sostegno alle imprese»

Saranno le piccole e medie imprese, l’espansione nel segmento affluent e l’intelligenza artificiale i tre assi del prossimo piano industriale di Banca Generali.
L’amministratore delegato Gian Maria Mossa fissa già l’orizzonte temporale – «stiamo ragionando sulla fine di novembre» – e anticipa che due dei tre pilastri sono già entrati nella fase operativa. Il primo è PMI2Change, il progetto sviluppato insieme a Intermonte per riportare il mercato dei capitali al centro della crescita delle imprese italiane. Il secondo è l’ingresso nel wealth management dedicato ai clienti con patrimoni inferiori ai 500 mila euro attraverso la partnership con il Gruppo Generali e Alleanza Assicurazioni. Il terzo sarà invece l’intelligenza artificiale.
«Vogliamo valorizzare il mondo dell’IA per rimettere al centro la relazione e le persone, oltre a rafforzare il ruolo dei nostri professionisti», ha spiegato Mossa, chiarendo che la tecnologia dovrà essere uno strumento al servizio dei consulenti e non un sostituto del rapporto umano.
La scelta di presentare in anticipo una parte della strategia non è casuale.
Con l'acquisizione di Intermonte, perfezionata all’inizio del 2025, Banca Generali punta infatti a costruire un nuovo ponte tra il grande patrimonio imprenditoriale italiano e il mercato azionario, in un momento in cui le quotazioni continuano a diminuire e il capitale privato guadagna terreno.
Il punto di partenza del progetto è un paradosso. «Pochi sanno che la principale asset class della ricchezza finanziaria italiana è rappresentata dalle partecipazioni in società non quotate», ha ricordato Mossa. Il loro valore raggiunge circa 1.800 miliardi di euro, contro una capitalizzazione di Piazza Affari di circa 1.200 miliardi, ma soltanto il 40% è rappresentato da società quotate, contro il 65% della Francia, il 70% della Germania e il 57% della Spagna.
Per Guglielmo Manetti, ad di Intermonte, il nodo resta soprattutto culturale.
«L'Italia è il Paese europeo con il minor numero di piccole e medie imprese quotate», ha osservato. Banca Generali segue circa 100 mila clienti imprenditori, riconducibili a oltre 25 mila aziende, con un enterprise value stimato in 330 miliardi di euro.
Quasi la metà del patrimonio private della banca, il 48%, appartiene infatti a imprenditori.
Da qui nasce PMI2Change, iniziativa che punta ad ampliare il bacino delle imprese interessate ai mercati dei capitali, passando dalle attuali 286 società quotate sotto il miliardo di capitalizzazione a un universo di 5-10 mila aziende potenzialmente candidabili.
Il primo tassello è il nuovo Indice Intermonte Valore Italia, composto da cento società italiane con capitalizzazione inferiore al miliardo di euro, selezionate per liquidità, governance, copertura degli analisti e solidità finanziaria.
Il paniere rappresenta circa 22 miliardi di capitalizzazione, quasi 10 miliardi di flottante e raccoglie imprese che complessivamente sviluppano 33 miliardi di ricavi e occupano circa 120 mila addetti.
Su questo indice nascerà anche il primo Etf attivo Pir compliant dedicato alle Pmi italiane.
Banca Generali sosterrà il lancio con una raccolta iniziale di 100 milioni di euro, destinata a crescere progressivamente fino a 500 milioni nel medio termine.
Dal prossimo autunno partirà inoltre un roadshow con Borsa Italiana e PwC Italia per accompagnare nuove imprese verso il mercato.
Tra le cento società selezionate figurano anche numerose realtà del Triveneto: Zignago Vetro, Safilo, GPI, Aquafil, DBA Group, Geox, Helyx Industries e doValue, oltre a gruppi nati o fortemente radicati nel territorio come Franchetti, Expert.ai, LU-VE.
A margine della presentazione, Mossa ha poi liquidato le domande sulle grandi operazioni che stanno ridisegnando il settore bancario. «Noi siamo molto tranquilli e concentrati a fare i numeri».
Maggio, ha spiegato, «è stato il miglior mese di sempre per la banca e anche giugno si è chiuso in modo straordinario. Dall'inizio dell'anno registriamo tassi di crescita sorprendentemente alti».
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