Turismo in Veneto: ecco le prime prenotazioni dall’estero, ma l’estate sarà “patriottica”

VENEZIA. «Arrivano già le prime prenotazioni dall’estero per le nostre spiagge, montagne e lago. Restano purtroppo ancora ferme le città d’arte: non possiamo permetterci di restare a zero per un altro anno, le aziende non ce la faranno».
Il neo eletto presidente di Federalberghi Veneto Massimiliano Schiavon, 52 anni, fin da giovane nell’attività alberghiera di famiglia, fa il quadro della difficile situazione che sta affrontando il comparto del turismo regionale.
Dal 2007, e per tre mandati consecutivi, Schiavon è stato presidente dell’Associazione Jesolana Albergatori e conta varie partecipazioni nei cda di Jesolo Tuirismo Spa, Consorzio di Promozione Turistica, membro del comitato Fidimprese Turismo Veneto. Dal 2011 a capo della fondazione Its Turismo Veneto, membro di giunta di Federalberghi Veneto e componente del direttivo nazionale dal 2007.
Presidente Schiavon, timidi segnali di ripartenza per le mete venete. Per le città d’arte cosa si attende?
«Le nostre città d’arte, Venezia in testa, sono il vero anello debole. Stanno soffrendo da un anno, è il vero problema. Purtroppo il mercato internazionale è bloccato, se va bene le strutture delle città d’arte registrano perdite di fatturato del 90%. Se non ripartono le compagnie aree e i grandi vettori da Asia e Stati Uniti, le città non riusciranno a ripartire. Dobbiamo dialogare con compagnie aeree e aeroporti per incentivare la ripartenza di queste tratte».
Che estate si attende per il turismo Veneto?
«Anche quest’anno punteremo molto sul turismo interno, quello che definisco “patriottico”. L’anno scorso molti veneti hanno apprezzato la propria terra e visitato luoghi che non frequentavano da tempo. E invito tutti a ripetere l’esperienza anche durante quest’estate. Per quanto riguarda i clienti esteri ci auguriamo che non ci siano blocchi dei paesi vicini. Salvo stravolgimenti causa Covid, l’estate 2021 potrà anche essere leggermente superiore al 2020».
Intanto si registrano già contatti dall’estero.
«Per il litorale veneziano, montagna e lago stanno già arrivando le prime prenotazione dal mercato estero, che notoriamente si muove in anticipo su quello interno. Vedere che i nostri clienti da Austria, Germania, Svizzera sono ancora affezionati al prodotto Veneto, è un bel segnale e ci riempi di cordoglio. Gli italiani si muoveranno con le prenotazioni più sotto data, prima vogliono capire come evolverà la pandemia e il calendario scolastico».
Come sono messe finanziariamente le strutture alberghiere venete?
«Siamo ancora in una fase di ricerca dell’equilibrio finanziario. Per i ristori serve un sistema più efficiente rispetto al precedente, che tenga conto dell’importanza del settore per il pil nazionale. Devono essere messe in campo tutte le risorse disponibili affinché il mercato riparta. Ogni soldo investito nel turismo torna indietro. Dobbiamo convincere il nuovo governo a fornire ristori che si basino sull’andamento di tutto l’anno, non solo per il mese di aprile, come fatto dal precedente governo. Riteniamo inoltre opportuno venga eliminato il tetto di cinque milioni di euro di fatturato per accedere al Decreto sostegni, che esclude le imprese alberghiere di dimensioni medie e grandi. L’occupazione è ancora uno spetto drammatico. Anche i Comuni possono fare la propria parte, abbassando ad esempio le tasse sui rifiuti o sulla pubblicità. Preservare le strutture alberghiere significa far ripartire i territori una volta che la situazione migliora».
Tema vaccinazione: cosa chiedete in proposito al governo?
«Prima vacciniamo gli operatori turistici, meglio è. La vaccinazione creerebbe un clima di serenità per accogliere gli ospiti italiani e stranieri. La concorrenza internazionale si sta muovendo su questa linea, come ad esempio la Grecia. Ma anche qualora la vaccinazione fosse capillare sul territorio, il nostro settore non arretrerà di un millimetro sull’applicazione dei protocolli sanitari per lavoratori e clienti. Manterremo sempre alto il nostro livello. L’estate scorsa c’erano stati alcuni casi di positività, prontamente segnalati all’Usl locali per la corretta e veloce gestione. Abbiamo fatto un lavoro importante di formazione per i nostri addetti». —
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