Trieste Next cala il sipario su un’edizione da record
Oltre 300 gli scienziati e le scienziate protagonisti delle tre giornate, 31 gli spazi espositivi, decine di appuntamenti e migliaia di partecipanti per la quindicesima edizione del Festival della ricerca scientifica

Curiosità, stupore, interesse, grande partecipazione. È stata un’edizione particolarmente apprezzata quella di Trieste Next che si chiude oggi, domenica 27 settembre, con l’assegnazione a pari merito del premio Science Book of the Year a Antonella Fioravanti, autrice di Viaggio nel mondo invisibile, e Beatrice Mautino, autrice di Vertigine.
Migliaia le persone che, insieme agli studenti e alle studentesse, hanno partecipato agli incontri e alle attività nel Villaggio della conoscenza.
Oltre 300 gli scienziati e le scienziate protagonisti delle tre giornate, 31 gli spazi espositivi, 46 gli appuntamenti per le scuole che hanno coinvolto 2.340 studenti, dalle primarie all'ultimo anno delle superiori.
Giochi, laboratori, quiz, esperimenti e il furgone-laboratorio dell'INGV “Ascoltare la terra che trema", che ha fatto sperimentare dal vivo le onde sismiche. 200 i volontari e più di 400 gli studenti e i ricercatori provenienti da tutta l’Europa grazie al progetto Trieste Next Academy.
Umberto Galimberti, Vera Gheno, Vittorino Andreoli, Maria Chiara Carrozza, Nello Cristianini hanno accompagnato il pubblico a riflettere sull’interazione sempre più pervasiva con l’intelligenza artificiale e sul valore della conoscenza.
E i ricercatori e le ricercatrici di Airc, Area Science Park, Centro internazionale di fisica teorica, Elettra Sincrotrone, Inaf, Infn, Icgeb, Istat, Ogs, Sissa, Fondazione Telethon, Università di Trieste, Twas e WWF hanno illustrato la loro attività di ricerca facendo emergere il fascino della scoperta, presentando le sfide della ricerca contemporanea e le sue implicazioni per la società.
Dalle neuroscienze alla matematica, dalla medicina alla fisica, dalla geofisica all'oceanografia, dalla pedagogia alla filosofia, fino alla diplomazia scientifica: Trieste Next ha trasformato il centro cittadino in un’agorà della scienza propendo un percorso che, dal funzionamento del cervello alle diverse applicazioni dell’intelligenza artificiale, ha saputo conquistare un pubblico di tutto le età.
Massima la soddisfazione dei promotori del Festival: il tutto esaurito agli appuntamenti e l'entusiasmo dei tantissimi giovani che hanno affollato i teatri e le aree talk in piazza Unità confermano ancora una volta che Trieste Next è un appuntamento atteso.
Un'occasione per favorire il dialogo con la comunità scientifica locale e per incontrare scienziati e scienziate da tutto il mondo per riflettere sulle sfide dell'innovazione tecnologica e sul ruolo importante della scienza per la nostra società.
Sono tre le serate d'eccezione hanno caratterizzato Trieste Next. Al Teatro Verdi, l’archeoantropologo Lambros Malafouris, davanti a una platea al completo, ha spiegato che siamo Homo sapiens perché siamo Homo faber. A seguire l’apprezzatissima lecture di Umberto Galimberti dedicata al pensiero critico, tra crisi della democrazia, retorica del populismo e diffusione dell’intelligenza artificiale.
Sabato il Teatro Verdi ha ospitato la prima tappa del nuovo tour dello spettacolo DNA. Lo spettacolo che fa suonare la scienza con il filosofo ed evoluzionista Telmo Pievani insieme alla musica dal vivo dei Deproducers. E dal palco del Miela lo psichiatra Vittorino Andreoli si è confermato osservatore attento dell’animo umano: riflettendo sulla crisi del pensiero critico, ha lanciato un grido d'allarme sul deficit culturale del nostro tempo.
Domenica la chiusura in musica con l’omaggio a Miles Davis dell’Ensemble Jazz del Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste, in occasione del centenario della nascita del maestro del jazz.
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