Furio & Marta Benussi, di padre in figlia per vincere contro ogni vento
Benussi, padre e figlia, dominano la vela d’altura con il Fast and Furio Team tra trionfi e sfide generazionali. Un racconto triestino di eccellenza e dedizione. Il pluricampione e la promessa del mare. E ora al lavoro per Giraglia e Barcolana

La famiglia e lo sport, le interazioni tra generazioni, la competizione all’interno di un vincolo di sangue, il lavoro per tramandare una competenza. A Trieste SBF i Benussi saranno ospiti per raccontare la loro esperienza. Giovedì, dalle 17 alle 19,30, il Salone di Rappresentanza della Regione in Piazza Unità propone tra gli altri il panel "Spazi, risorse e diritto allo sport". Un confronto serrato: al microfono i trionfatori della Barcolana, Ariella Cuk, presidente di Lunga Vita Attiva, e al numero uno di Samer
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Nel nome del padre non è in questo caso il titolo del film datato 1993, con protagonista un sontuoso Daniel Day-Lewis; è invece una storia tutta triestina, che come palcoscenico ha il mare. Quella della famiglia Benussi, di papà Furio appunto e di sua figlia Marta, dominatori negli ultimi anni delle acque dell’alto Adriatico e non solo.
Un dualismo venutosi a creare e che a tratti è sfida sportiva – come accaduto nell’ultima edizione della Barcolana, quando le due imbarcazioni Arca Sgr e Marta 07 hanno battagliato fino alla fine – mentre in altri è cooperazione e rispetto dei ruoli all’interno di un gruppo competitivo.
Passare dall’uno all’altro status a seconda delle situazioni non dev’essere semplice, ma se si guarda la sfilza di successi conquistati soprattutto nelle ultime 3 stagioni veliche, ai due Benussi riesce particolarmente bene. Uno scontro generazionale in piena regola, dove però gli interpreti dimostrano di conoscere alla perfezione il loro ruolo e di saperlo recitare nella maniera più efficace possibile per arrivare al traguardo che entrambi, al di là qui delle funzioni ed età diverse, vogliono ottenere: vincere.
L’annata appena cominciata è iniziata con un’affermazione nella prima uscita a Portofino, ma il meglio deve ancora venire, in particolare con gli appuntamenti segnati in rosso sul calendario, tra cui la Giraglia e la Barcolana numero 58. Per il Mondiale si vedrà, ma intanto c’è da onorare quella nomea di “Serial winner” nella regata di casa, conquistata da Furio Benussi per ben 7 volte nelle ultime 11 edizioni, di cui le ultime 3 consecutive. Numeri che dimostrano un vero e proprio strapotere.
Chissà se il velista giuliano pensava che le cose potessero andare in questo modo, quando sul finire del 2018 aveva trovato in un cantiere di Minorca lo scafo che poi sarebbe diventato Maxi 100 Arca Sgr, capace di dominare la scena nella decade che stiamo vivendo e di prendersi il riconoscimento, giusto qualche settimana fa, di “Barca dell’anno 2025” . Un’operazione che ricorda altre analoghe e compiute in passato con il recupero di “relitti” , che è il naturale proseguimento del percorso cominciato a inizio anni 2000 assieme al fratello Gabriele e altri membri della società Sailing Planet, che prima dell’ultima “macchina da vittorie” aveva già rimesso in sesto chiglie destinate solo alla demolizione, portandole a trionfare in giro per il Mediterraneo.
Ora il nuovo orizzonte del Fast and Furio team è un altro, legato al territorio e ai suoi atleti di prospettiva con il progetto Young, e qui entra in gioco la giovane Marta. Poco più che diciottenne, è anche lei calata all’interno di questo programma che in Italia è un unicum. D’altronde con una famiglia così in mare ci è andata già dalle prime settimane di vita, e dopo il classico percorso nelle classi di gara giovanili e olimpiche, è poi passata a misurarsi con la vela d’altura. All’interno della squadra bianconera la mansione non è fissa e statica, ma varia a seconda della competizione: al timone di Arca Sgr – come nella regata inaugurale del 2026 (vinta) in Liguria – oppure a supervisionare strumenti e vele, oltre che a vestire i panni dell’avversaria dell’imbarcazione principale del sodalizio, come accaduto lo scorso 12 ottobre nelle acque del Golfo di Trieste. Quel 2° posto centrato rimane un successo clamoroso, a livello personale e di equipaggio.
È chiaro che in seguito al risultato al comando di Marta 07 le aspettative sulla giovane figlia d’arte si siano esponenzialmente alzate. Per la consacrazione definitiva servirà ancora attendere, anche se pare quasi inutile dire che per la Benussi junior la strada da seguire sia già tracciata (nonostante il papà faccia a volte, anche giustamente, da pompiere in pubblico), e quanto raccolto nel suo fulgido inizio di carriera dimostra che sarà difficile darle torto.
Si può pensare che il fatto di avere il proprio padre a capo del team possa spianare la strada pure senza meriti, ma nel caso specifico non è così: il mare non perdona e – come dicevano i vecchi marinai maranesi – bisogna dargli del “Lei” .
Non basta insomma solo il sangue che scorre nelle vene, ma serve soprattutto guadagnarsi tutto quanto come ha fatto Marta con determinazione e voglia di stupire, per continuare una tradizione di famiglia che parla di successi e grandi imprese portate a termine.
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