L’allenatrice che guarda oltre il talento: Claudia Mancinelli a Sport Business Forum

L’ex ginnasta e coach presenta il suo libro “Oltre il talento” sabato 24 ottobre a Gemona. «Credo che ciascuno di noi abbia qualcosa di prezioso da dare: il mio compito è vederlo»

Fabrizio BrancoliFabrizio Brancoli
Claudia Mancinelli a bordo pedana
Claudia Mancinelli a bordo pedana

Il mento sollevato di qualche grado, lo sguardo punta dritto sopra la linea degli occhi della giuria. Claudia Mancinelli avanza sulla pedana olimpica di Parigi 2024 con un passo ampio e risoluto. Nella finale olimpica dell’all around individuale, stringe un tablet tra le mani come fosse la prova regina in un processo penale.

Pochi secondi per evidenziare un reclamo al tavolo dei giudici, raddrizzare un punteggio errato e blindare il bronzo storico della straordinaria Sofia Raffaeli. Ho concluso, vostro onore. I social fagocitano questo frammento trasformandola per 48 ore in una principessa algoritmica, santa protettrice della giustizia ginnica, angelo custode e guerriero al tempo stesso.

L’esposizione globale, quindi. Chi non frequenta la passione per la ginnastica ritmica ha scoperto Mancinelli in quell’istante. Ma non c’era niente di improvvisato. Nata a Fabriano nel 1985, cresciuta a pane ed esercizi sotto la guida di Kristina Ghiurova, Claudia inizia a 4 anni e respira subito l’aria delle pedane, la polvere del magnesio e il rigore delle competizioni.

Poi spegne i fari dell’agonismo, scegliendo la danza, il teatro con Gigi Proietti, le parti a Hollywood e i set delle fiction italiane. Svolte diverse, che stratificano il suo percorso. E comunque dialogano con la ginnastica pure quelle: gestione del corpo nello spazio pubblico, precisione del gesto, resistenza all’ansia da prestazione. Non saranno gare, ma anche i provini sono lotte con altre concorrenti. E giurie da convincere.

Il ritorno alle origini è un cerchio che si chiude. «L’odore della palestra mi ha evocato una sensazione di casa», confessa anni dopo. Nel 2023 prende la guida di due olimpioniche azzurre (Raffaeli e Baldassarri), traducendo in lavoro quindici anni di esperienze, lontano dalle derive spettacolari. Oggi il sodalizio con Raffaeli si è concluso (non l’amicizia) e Claudia allena altre atlete di spicco, anche straniere.

Sabato 24 alle 11.30 sarà a Gemona per lo Sport Business Forum, intervistata da Nicola Cesaro. L’occasione è la presentazione del suo libro, “Oltre il talento”. Potrà spiegarci che allenare diventa educare, quando si accetta di rimandare una vittoria immediata pur di consolidare le fondamenta umane di un’atleta.

Il compito dei coach non è assecondare le proiezioni degli adulti – spesso genitori – ma blindare il lavoro e sostenere le visioni. Di sé Claudia Mancinelli dice: «Cerco, ogni giorno, di essere l’allenatrice che avrei voluto avere». E poi: «Credo davvero che ogni persona abbia qualcosa di prezioso da dare. Il mio compito è vederlo».

È cittadina residente di quel perimetro invisibile ed etico che appartiene ai maestri dello sport. Dove lo sguardo è centrato e l’errore non è una condanna, ma un trampolino. Il talento è una scintilla; la capacità di stare al mondo, invece, si costruisce un passo alla volta.

“Il fallimento, il primo mattone della vittoria”. Sabato 24 ottobre, ore 11.30, Comunità di Montagna del Gemonese, Gemona.

 

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