Edy Reja ricorda l'amico Enzo Cainero: «Un fratello, consigliere e fuoriclasse dello sport»

L'ex allenatore goriziano al Teatro Sociale di Gemona per l'omaggio all'ideatore delle grandi tappe del Giro d'Italia in Friuli

La redazione
Un'immagine estrapolata dalla serata dedicata alla presentazione della tappa el giro d'Italia sullo Zoncolan. Erano presenti Cainero con De Agostini e Reja
Un'immagine estrapolata dalla serata dedicata alla presentazione della tappa el giro d'Italia sullo Zoncolan. Erano presenti Cainero con De Agostini e Reja

«Enzo Cainero è stato più di un amico per me, oserei dire un fratello». Lo afferma con un pizzico di commozione Edy Reja, ex giocatore e allenatore di calcio goriziano con esperienze in serie A tra campo e panchina. I due hanno stretto un legame molto forte, nel nome dell’amore comune per lo sport, in particolare calcio e ciclismo.

Ci sarà anche lui venerdì alle 17.30 a Gemona al teatro Sociale all’evento in ricordo di Enzo Cainero. «Ho tanti ricordi di lui» afferma Reja «e molti affondano le radici nella nostra gioventù. Enzo era sempre prodigo di consigli. Gli piaceva molto vedere le partite delle mie squadre e poi esprimere il suo parere. Mi chiamava sempre alle 7.30 quando arrivava nel suo ufficio. È stato una sorta di consulente lungo tutta la mia carriera». Altri tempi, bastava un buon amico a dare i suggerimenti giusti e non c’era alcun bisogno di procuratori o agenti.

Soprattutto se l’amico in questione era una persona di spessore: «Cainero è stato un fuoriclasse, quando aveva in mente un progetto riusciva a vederlo già realizzato. E poi aveva una dote non comune: riusciva a mettere tutti a proprio agio, non faceva alcuna distinzione legata alla classe sociale o alla carica ricoperta. Ogni persona che si rivolgeva a lui era considerata ugualmente importante».

Una persona umile, capace di grandi gesti. Ancora Reja con un aneddoto: «Un giorno venne a Tirana quando ero ct dell’Albania, affrontavamo l’Inghilterra. Mi disse che oltre alla partita, era interessato a fare visita a un amico colonnello degli alpini. Solo che per raggiungerlo servivano quattro ore di auto». Numerose anche le pedalate insieme, come quando nel 2016 Reja dovette mantenere una promessa: recarsi a Gorizia in bici dal Santuario di Caravaggio, vicino a Bergamo, per aver salvato l’Atalanta. Il tutto ripreso da Skytv. «Ci misi due giorni» ricorda l’ex tecnico della Dea «e Cainero si unì per gli ultimi 50 km con una bici a pedalata assistita. Mi superò nel finale, quante risate!».

Resta solo un rimpianto: «Enzo non ha fatto in tempo a vedere la tappa del Giro sul Lussari con la nuova strada da molti criticata. Andai a trovarlo in ospedale e gli dissi che sarei andato a prenderlo in elicottero. Spero che abbia visto la tappa da lassù». E magari indossava una maglia rosa.

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