Incidente Vonn, la campionessa dall’ospedale: «Mi attendono molti interventi, ma non ho rimpianti»

Le prime dichiarazioni di Lindsey Vonn dopo l’incidente che le ha causato una complessa frattura della tibia. Il racconto dell’infortunio e del suo sogno infranto sull’Olympia di Cortina: «A volte non realizziamo i sogni che sappiamo di poter avere, ma è giusto tentare»

Gianluca De Rosa
Il momento in cui Vonn perde il controllo degli sci sull’Olympia delle Tofane e cade rovinosamente
Il momento in cui Vonn perde il controllo degli sci sull’Olympia delle Tofane e cade rovinosamente

Dall’ospedale di Treviso, dove da domenica, dopo la terribile caduta durante la libera olimpica sulla pista Olympia di Cortina, è ricoverata nel nuovo reparto di rianimazione generale della cittadella della salute, Lindsey Vonn con un lungo messaggio diffuso sui social lunedì sera spezza il silenzio che era calato attorno a lei.

E lo fa, come al solito, in modo dirompente e con parole cariche di significato. «Ieri il mio sogno olimpico non è finito come lo sognavo – ha scritto la 41enne tornata alle gare dopo 6 anni proprio per inseguire il successo a cinque cerchi nella “sua” Cortina e che aveva gareggiato con un legamento del ginocchio rotto –. Non era un finale di un libro di storie o una coda di fata, era solo vita. Ho osato sognare e avevo lavorato così duramente per realizzarlo. Perché nelle corse di sci in discesa la differenza tra una linea strategica e un infortunio catastrofico può essere piccola di 5 pollici».

 

Poi il racconto della caduta dopo 13 secondi di gara: «Ero semplicemente 5 pollici troppo stretta sulla linea quando il mio braccio destro si è agganciato all’interno del cancello, torcendomi e ha causato il mio incidente. Il mio crociato anteriore e le ferite passate non hanno nulla a che fare con il mio incidente. Purtroppo, ho riportato una complessa frattura della tibia che è attualmente stabile ma richiederà molteplici interventi chirurgici per sistemare correttamente».

 

Le condizioni di Lindsey Vonn: operata due volte a Treviso
La redazione
Agenti della Questura di Treviso presidiano l'ospedale Ca' Foncelli dopo l'arrivo della sciatrice statunitense Lindsey Vonn, operata dopo una frattura al femore sinistro durante la discesa libera alla pista di Cortina

Molteplici interventi, due gli sono già stati fatti in queste ore nel centro della Marca. Poi ancora sulla scelta di tornare a gareggiare dopo lungo tempo e pure di sciare dopo il crac al ginocchio a Crans Montana solo una settimana prima dei Giochi: «Mentre domenica non è finita come speravo, e nonostante l’intenso dolore fisico che ha causato, non ho rimpianti. Stare al cancello di partenza è stata una sensazione incredibile che non dimenticherò mai. Sapere che ero lì ad avere la possibilità di vincere è stata una vittoria in sé. Sapevo anche che correre era un rischio. È sempre stato e sarà sempre uno sport incredibilmente pericoloso».

Poi il finale. Da star, con incoraggiamento a tutti a coltivare i sogni : «E come le corse di sci, si rischia nella vita. Sogniamo. Noi amiamo. Saltiamo. E a volte cadiamo. A volte i nostri cuori sono spezzati. A volte non realizziamo i sogni che sappiamo di poter avere. Ma questo è anche il bello della vita; possiamo provare. Ci ho provato. Ho sognato. Ho saltato. Spero che se togliete qualcosa al mio viaggio sia che abbiate tutti il coraggio di osare grandemente. La vita è troppo breve per non rischiare su se stessi. Perché l'unico fallimento nella vita è non provarci. Io credo in te, proprio come tu hai creduto in me».

Così la star ha chiuso una giornata in cui era stata circondata dall’affetto non solo della struttura sanitaria e del team Usa. Da segnalare il bel gesto del Governatore del Veneto Stefani che le ha fatto recapitare un mazzo di fiori. Anche il grande Alberto Tomba ha lodato la tenacia della fuoriclasse. «Ma forse a Saint Moritz in Coppa avrebbe fatto meglio a non andare e concentrarsi solo su Cortina», ha detto. 

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