Tofane, niente divisa per gli impiantisti: la protesta

La protesta dei lavoratori, costretti a comprare una tuta nuova o a coprire con il nastro adesivo quella di servizio. Fondazione Mico non concede il vestiario ai dipendenti di Ista e non permette loro di usare quello del Dolomiti Superski

Marina Menardi
Impianti di risalita nel comprensorio delle Tofane
Impianti di risalita nel comprensorio delle Tofane

Niente divisa olimpica per i dipendenti di Ista, la società che gestisce gli impianti a fune di Cortina, proprietaria dell’area delle Tofane, dove si svolgeranno le gare di sci femminile dei Giochi olimpici che stanno per iniziare.

Non solo: i lavoratori non potranno nemmeno indossare la loro divisa, poiché è marchiata Dolomiti Superski e questo non va bene in base alle regole imposte dal Cio. E sale la protesta dei lavoratori.

Mancano solo due giorni alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi, e tra le varie criticità che stanno emergendo in un’organizzazione che sta rivelando in questo rush finale varie falle – dai biglietti dei bus olimpici a 10 euro per residenti, alla richiesta poi respinta di chiusura delle scuole a causa di un impianto di risalita non terminato in tempo – c’è anche il problema di cosa dovranno indossare coloro che lavorano sulle piste e sugli impianti delle Tofane durante i Giochi. Per niente divisa olimpica.

«È una vergogna che le divise delle Olimpiadi vengano consegnate gratuitamente ai volontari che lavorano qualche giorno per i Giochi, mentre a noi che stiamo lavorando da mesi per Fondazione Milano Cortina non solo non viene data la divisa, ma ci viene pure vietato di usare le nostre del Dolomiti Superski», è la protesta dei lavoratori.

«Siamo dipendenti della società Ista, ma dal 25 di gennaio, dopo che gli impianti sono stati chiusi al pubblico, siamo esclusivamente al servizio di Fondazione Mico e di chi sta organizzando le gare olimpiche. In realtà sono mesi che lavoriamo per loro, poiché la preparazione logistica non è iniziata il 25 gennaio. Sono giorni che chiediamo ai ragazzi che lavorano per la Fondazione se possiamo avere anche noi una divisa come quella dei volontari. Ma non abbiamo avuto nessuna riposta, se non quella che, nella vaga ipotesi che ci venga fornita, potremmo usarla solo a Giochi finiti».

Una beffa che, per i lavoratori degli impianti, ha dell’incredibile, tanto più che non possono nemmeno usare la loro, di divisa. «Dà veramente fastidio la mancanza di considerazione nei nostri confronti; proprio noi che lavoriamo sul posto per assicurare la migliore riuscita delle gare. A noi niente divisa olimpica, nemmeno dopo che lo abbiamo richiesto ripetutamente». L’alternativa dunque è comprarsi una tuta a loro carico che non abbia marchi in vista, oppure nascondere con del nastro adesivo la scritta Dolomiti Superski della divisa degli impiantisti. I lavoratori però non ci stanno e urge una soluzione.

«Non abbiamo alcuna intenzione di spendere dei soldi per lavorare al servizio delle Olimpiadi, così come non vogliamo apparire come degli zingari, con lo scotch sulle nostre tute per nascondere il marchio del Dolomiti Superski», concludono. —

 

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