Dentro il villaggio: tra preservativi esauriti e i party notturni degli atleti

Nel villaggio olimpico di Cortina risiedono circa 1.400 atleti da tutto il mondo: oltre allo sport i Giochi sono occasione anche di contatto

Dall'Inviata Laura Berlinghieri
Una delle aree relax del villaggio olimpico di Cortina, dove alloggiano 1.400 atileti impegnati nelle Olimpiadi invernali
Una delle aree relax del villaggio olimpico di Cortina, dove alloggiano 1.400 atileti impegnati nelle Olimpiadi invernali

L'intera scorta di preservativi, prevista per tutto il periodo olimpico, terminata in tre giorni; e chissà quando ci sarà il prossimo rifornimento. Atleti ammessi nel villaggio a un passo dall'alba, dopo notti brave. Feste che si protraggono fino a notte inoltrata. Racconti da villaggio olimpico. «Lì dentro accade veramente di tutto», ammette divertito un atleta, pretendendo l’anonimato.

È il circo del villaggio degli sportivi. Cittadella che, per venti giorni, raccoglie 1.400 atleti, giovani e giovanissimi, in aggiunta alle delegazioni e a chi, lì dentro, lavora. «Ogni giorno ne succede una nuova».

Come martedì sera, quando un gruppo di olimpionici di quattro nazionalità differenti è stato sorpreso dalla sicurezza in una sala comune, nel cuore della notte. O qualche notte prima, quando, alle tre passate, gli stessi uomini della sicurezza si sono ritrovati ad ammettere nelle casette una comitiva di atleti russi, che si erano persi nella movida cortinese.

Scene di ordinaria amministrazione, in tempi di Giochi. «Ci sarebbe persino proibito entrare negli alloggi degli atleti di altri Paesi, ma è una regola che chiaramente non rispetta nessuno» ci racconta, ancora, la nostra "talpa", «anche perché, altrimenti, non si spiegherebbe perché i preservativi sono andati tutti esauriti, a Olimpiadi appena iniziate».

In totale, tra Milano e Cortina, ne sono stati consegnati poco meno di 10 mila. Pochissimi, rispetto ai 300 mila che erano stati distribuiti a Parigi. C'è anche da dire che i francesi avevano optato per una strategia tutta diversa, improntata alla razionalizzazione, con consegne dilazionate: due al giorno per ogni atleta. Ha funzionato. «A inizio manifestazione, eravamo stati rassicurati sull'arrivo di altre scorte, in caso di necessità», ci spiega l'atleta di Cortina. E quel momento, evidentemente, è arrivato. Dopo appena tre giorni di gare.

Intanto, per sfuggire agli occhi sempre attenti degli allenatori, nei villaggi occorre ingegnarsi. Specialmente a Milano, dove i controlli sono più facili, le regole più ferree e, almeno nei primissimi giorni, nessuno si è azzardato a venirvi meno.

E così, ci aveva raccontato uno sportivo alloggiato lì, occorre lavorare di fantasia. Ad esempio, sfruttando l'intimità della sala meditazione – luci soffuse, musica fusion e scarpe off limits – per meditare... in due, protetti da un semplice paravento. E pace pure per il cartello «This is a silent area, please respect the quiet» («Questa è una zona silenziosa, si prega di rispettare la quiete», ndr), che chissà perché è stato collocato proprio lì.

D'altra parte, la distribuzione dei preservativi non è stata fatta soltanto nel villaggio di Cortina. A Milano, i condom distribuiti portano persino il logo della Regione Lombardia. È intervenuto pure il presidente Attilio Fontana: «La salute, prima di tutto: prevenzione concreta e buonsenso». Ci sono i preservativi e ci sono gli assorbenti: di questi, però, sono rimaste ancora diverse scorte.

A essere andati completamente esauriti, ma è un'altra storia, sono invece i pupazzetti di Tina e Milo, i due ermellini, mascotte delle Olimpiadi. «Non si trovano negli store ufficiali, non si trovano nello shop online e non sappiamo nemmeno se ritorneranno prima della fine dei Giochi. È un disastro», ammettono dal negozio di merchandising, in pieno centro a Cortina.

Nessuno si aspettava un assalto simile ai due ermellini con la sciarpa. Nessuno, con l'eccezione di Trudi: l'azienda di Tarcento, che, incaricata di realizzare i peluche, aveva sollevato dei dubbi sul numero degli ordini, ritenuto troppo basso. E infatti anche le riserve dei pupazzetti sono andate esaurite già a fine gennaio, senza possibilità di una nuova commissione, in grado di arrivare in tempo.

Evidentemente, che si parli di preservativi o che si parli di peluche , dalle parti del Comitato Olimpico, c'è qualche difficoltà con le stime.

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