Fugatti: «Le Olimpiadi estive?Il Trentino c’è, con il Veneto»
Si salda l’asse a Nord Est: «Prima un dossier tra territori, poi il passaggio al governo. Pronti a ospitare la vela sul Garda, ciclismo e arrampicata, ma pure basket e volley»

Risponde dell’auto, Maurizio Fugatti, presidente della provincia autonoma di Trento. «Sto andando a Milano a sostenere i nostri atleti in gara» dice. Incarnando appieno lo spirito olimpico. Lo stesso che ha contagiato il suo ex collega Luca Zaia. Da strenuo sostenitore dei Giochi invernali, vuole sfruttarne l’abbrivio e propone di candidare il Nord Est a ospitare le Olimpiadi estive tra dieci o quattordici anni. Ci sta anche Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia: «Ne abbiamo parlato» ammette, «e, se questa proposta riuscirà a trovare supporto istituzionale e diventare un progetto concreto, anche noi faremo la nostra parte». Mentre si è dimostrato tiepido Alberto Stefani, presidente in carica della Regione Veneto, ribadendo che per lui le priorità sono altre: la sanità e il sociale, innanzitutto.
Presidente Fugatti, se l’ipotesi di candidatura per le Olimpiadi estive dovesse prendere forma, il Trentino sarebbe della partita?
«Sicuro. Se il progetto dovesse trovare concretezza, il Trentino ci starebbe. Organizzare un’Olimpiade estiva sarebbe senz’altro una sfida complessa e impegnativa, più di quanto non lo sia stata la gestione dei Giochi invernali. Ma comunque non parliamo di un’impresa impossibile».
Dopo l’esperienza di Milano-Cortina, si parlerebbe ancora di Olimpiadi diffuse...
«Altra sfida che sembrava impossibile, ma che invece siamo riusciti a vincere, sdoganando definitivamente il sistema delle Olimpiadi diffuse. Questi Giochi si sono tenuti tra Milano e Cortina, ma anche a Predazzo, a Tesero, ad Anterselva e a Livigno. E poi a Verona, con la cerimonia conclusiva di questa sera. L’importante è che si scelgano ancora territori in grado di dialogare tra loro».
Come le regioni del Nord Est?
«Forse è presto per parlare di una collocazione specifica. Quanto a me, preferisco limitarmi all’area che mi compete; e quindi dico che, sì, il Trentino sarebbe disponibile».
Ne ha già parlato con Zaia?
«Ne avevamo parlato tra presidenti delle regioni del Nord ancora diverso tempo fa, quando lui era governatore in Veneto».
Durante il famoso pranzo del sushi?
«Molto prima».
In quell’occasione, avrete pur parlato di territori da coinvolgere...
«Dei territori che vogliono fare squadra. Immagino le Regioni del Nord Est, ma la partita è ancora lunga. Penso al passato e ricordo benissimo i rappresentanti del “partito del no”: hanno tutti cambiato idea, quando si sono accorti che c’erano dei territori disposti ad assumersi la responsabilità dell’organizzazione di queste Olimpiadi».
Per ora si tratta di un progetto ancor più che embrionale. Secondo lei, cosa serve per dargli concretezza?
«Solidità amministrativa e organizzativa. Qualità che, con l’organizzazione dei Giochi invernali, abbiamo dimostrato di avere».
Parliamo di sport estivi e di venue olimpiche: il Trentino cosa potrebbe offrire?
«Tantissimo. Penso a Riva del Garda, per la vela e gli altri sport ventosi da lago. Poi, l’arrampicata. E il ciclismo, dato che nel 2031 ospiteremo i mondiali. E poi il basket e la pallavolo: abbiamo squadre di Serie A, potremmo mettere a disposizione le strutture che ci sono già. Le possibilità, da parte nostra, sono enormi. E, in una corretta e razionale suddivisione delle diverse discipline, potremmo dare un contributo importante».
Una volta definita la volontà di andare avanti, chi dovrà essere il vostro interlocutore?
«L’interlocutore dovrà senz’altro essere il governo. Ma questo è un passaggio ulteriore: la prima cosa da fare è ragionare come singoli territori. E, una volta deciso di andare avanti, mettersi insieme per presentare un progetto serio, comune e competitivo, come quello per queste Olimpiadi».
Qual è il vostro orizzonte temporale?
«Ne abbiamo due. Il più vicino, di dieci anni, e uno più lontano, di quattordici. I Giochi invernali li abbiamo ottenuti soltanto nel 2019, sette anni fa; e quindi l’organizzazione delle Olimpiadi del 2036 potrebbe essere alla portata. Se non dovesse andare a buon fine, però, c’è sempre l’edizione del 2040».
Quindi il Trentino è pronto a ospitare anche i Giochi estivi?
«Siamo pronti a essere della partita, sì». —
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