Il Papa incontra gli atleti di Milano Cortina 2026: «Evitate le tentazioni, dal doping al divismo»

In Vaticano l’evento a chiusura dei Giochi invernali, il Pontefice parla dello sport come strumento di pace, del legame tra attività fisica e natura e della testimonianza degli atleti «di un modo onesto e bello di abitare il mondo». L’emozione di Goggia, Brignone e Lollobrigida

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L'incontro tra il Papa e gli atleti olimpici e paralimpici (foto Vatican Media)
L'incontro tra il Papa e gli atleti olimpici e paralimpici (foto Vatican Media)

Lo sport è uno spazio di incontro e dialogo ma «porta con sé anche delle tentazioni: quella della prestazione a ogni costo, che può condurre fino al doping. Quella del profitto, che trasforma il gioco in mercato e lo sportivo in divo. Quella della spettacolarizzazione, che riduce l'atleta a un'immagine o a un numero. Contro queste derive, la vostra testimonianza è essenziale». Lo ha detto il Papa nel corso dell’evento con gli atleti olimpici e paralimpici di Milano Cortina 2026.

L’incontro giovedì 9 aprile nelle sale Clementine in Vaticano, presenti gli atleti olimpici e paralimpici, la Fondazione Milano Cortina 2026, i rappresentanti delle Regioni e dei Comuni coinvolti, i vertici di Coni e Cip.

Al termine dell’incontro, il governatore Alberto Stefani, in un breve colloquio con Papa Prevost, ha invitato il Santo Padre a recarsi in visita in Veneto, incassando una risposta affermativa che lascia ben sperare per il prossimo futuro.

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L'incontro tra Alberto Stefani e Papa Leone XIV

«Nel tempo attuale, così segnato da polarizzazioni, rivalità e conflitti che sfociano in guerre devastanti, il vostro impegno assume un valore ancora maggiore: lo sport può e deve diventare davvero uno spazio di incontro!», ha aggiunto il Papa nel suo intervento. Lo sport dunque è «non un'esibizione di forza, ma un esercizio di relazione».

«Ho voluto ricordare, in occasione di questi Giochi, il valore della tregua olimpica. Voi, con la vostra presenza, avete reso visibile questa possibilità di pace come una profezia niente affatto retorica: spezzare la logica della violenza per promuovere quella dell'incontro», ha sottolineato il Pontefice.

Il Papa ha sottolineato inoltre che gli atleti olimpici e paralimpici di Milano-Cortina sono stati «testimoni di un modo onesto e bello di abitare il mondo. Portate l'idea che si possa gareggiare senza odiarsi. Che si possa vincere senza umiliare. Che si possa perdere senza perdere sé stessi. E questo vale anche oltre lo sport. Vale nella vita sociale, nella politica, nelle relazioni tra i popoli. Perché lo sport, se vissuto bene, diventa un laboratorio di umanità riconciliata, dove la diversità non è una minaccia, ma una ricchezza».

«In un'epoca di grandi sfide climatiche, questi Giochi», ha concluso Leone XIV, «ci ricordano anche il legame tra sport e natura e il nostro dovere di prenderci cura della casa comune». 

L’emozione degli atleti

«È una giornata piena di emozione, non avevo mai avuto l'opportunità di incontrare il Papa ed è stata un'emozione fortissima. Ha fatto un parallelismo tra i valori sportivi e quelli della chiesa, ha parlato di fratellanza e fair play, mi ha molto emozionata». Così Sofia Goggia, sciatrice azzurra, a margine dell'udienza con Papa Leone XIV.

La stessa emozione provata da Federica Brignone, che ammette come «quello che ha detto il Papa sono cose che ti porti dietro, è una di quelle giornate che ti lasciano delle verità. Ha detto che non si vince da soli, mi è piaciuto anche che abbia detto che non si debba eccedere, così come la sua gentilezza nello stringere le mani di tutti».

Mentre Francesca Lollobrigida, doppio oro nel pattinaggio di velocità, sottolinea come quella di oggi sia stata «un'emozione indescrivibile, quasi quanto partecipare alle Olimpiadi. È un evento per noi atleti e sono momenti che meritano. Lo sport è importante perché i suoi valori sono quelli che si mettono nella vita quotidiana». Infine Emanuel Perathoner pone l'accento sul fatto che «lo sport è una cosa molto importante per la pace perchè è l'unica cosa che unisce tutti i Paesi del mondo. Per me è stata un'esperienza bellissima vedere da vicino il Papa», conclude.

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