Slitta la riconsegna della pista da bob: «Scelta in accordo con Comune e Simico»

La Fondazione Milano Cortina si prende altre due settimane per sistemare i danneggiamenti riscontrati durante l’evento. Il sindaco Lorenzi: «Conclusi i disallestimenti, ora nuove verifiche»

Alessandro Michielli
ortina, pista da bob: riconsegna rinviata di due settimane tra verifiche e danni
ortina, pista da bob: riconsegna rinviata di due settimane tra verifiche e danni

Rinviata di due settimane la riconsegna della pista da bob, skeleton e slittino di Cortina. Il 31 marzo è scaduto il contratto di gestione dell’impianto stipulato tra Fondazione MiCo (gestore durante i Giochi) e il Comune di Cortina (proprietario dell’impianto). Il comitato organizzatore, dopo i danneggiamenti riscontrati all’interno dello Sliding centre (certificati da un report di 45 pagine), ha più volte ribadito che avrebbe riconsegnato all’amministrazione ampezzana la pista sistemata nei tempi stabiliti, quindi entro il 31 marzo.

Mico, contattata a poche ore dalla scadenza del contratto, ha affermato che la consegna finale della struttura – che deve essere restituita intatta – è stata spostata a metà aprile «in accordo con Simico e il Comune di Cortina», dice Fondazione, quindi con un ritardo di un paio di settimane rispetto a quanto dichiarato inizialmente.

Il verbale di consegna

Martedì è stato effettuato un sopralluogo alla pista a cui erano presenti i rappresentanti di Simico, Mico e del Comune: «Confermo», dice il sindaco Gianluca Lorenzi. «Sono stati conclusi i disallestimenti, ma non è stata fatta la riconsegna dell’impianto. Ci siamo dati tempo fino a metà aprile per definire e verificare la situazione della struttura: faremo quindi nuove verifiche e poi faremo un verbale con eventuale contraddittorio sulla situazione della pista. Dopo di quello, se ci fossero ancora danni, si cercherà di sistemarli in modo che il Comune possa riprendere la pista da bob così come è stata consegnata».

Il passaggio finale sarà sancito da un verbale di riconsegna, che dovrà essere firmato dai tecnici. A quel punto il Comune, se riprenderà in mano la struttura, si assumerà la responsabilità di certificare che l’impianto è intatto. Un aspetto non scontato, tenendo in considerazione che sul cantiere vigila la Corte dei Conti, trattandosi di un impianto costruito con fondi pubblici e che deve seguire determinate regole.

Il nuovo passaggio a simico

L’amministrazione ampezzana, se riprenderà in mano l’impianto, lo riconsegnerà successivamente a Simico che, sulla carta, tornerà in cantiere, ma solo se sarà in ordine. A quel punto, la Società infrastrutture dovrà concludere tutte le lavorazioni finali per la consegna definitiva dell’opera.

la stima dei danni

La prima stima dei danni, riportata nero su bianco da un professionista, parlava di cifre che potevano raggiungere il milione di euro. Questo dato, stando ai tecnici, dipendeva soprattutto dall’unicità della struttura (e quindi dalle sue componenti) e dal tipo di interventi di ripristino.

Cosa significa? Facciamo un esempio: se un tetto in lamiera si lacera, possono essere intraprese diverse strade. Tamponare il danno, magari utilizzando del silicone (a costi bassissimi) oppure cambiare i corsi di lamiera, a costi ben più elevati. La somma di questi diversi interventi, moltiplicata per oltre 100 danneggiamenti, darebbe come risultato finale cifre estremamente differenti. Quindi la domanda è questa: se mi danneggiano la porta di una Ferrari nuova e appena consegnata, anche se il danno non sembra evidente o così costoso agli occhi dell’utente, per sistemarla faccio applicare il polish o chiedo il cambio la portiera?

I danni alla struttura

Lo scorso 25 febbraio è stata redatta una relazione che ha dato una completa rappresentazione dello stato dell’arte della “Eugenio Monti”, a seguito dell’evento olimpico. In generale, i tecnici hanno riscontrato una condizione del sito che è risultato in stato «di quasi abbandono».

Nel documento sono stati pubblicati i principali danni riscontrati: manometri e tende di protezione pista rotti, canali di posa e isolamento danneggiati, tubi piegati, viti di fissaggio delle sponde allentate o assenti, scatole di diramazione staccate, scatole elettriche schiacciate, cavi elettrici volanti o staccati (in certi casi), reti parapetto rovinate, cartongessi e portoni danneggiati, cavi scollegati o tagliati. —

 

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