Velocità, piloti e traiettorie. I droni stanno raccontando una nuova Olimpiade
Immagini spettacoli, sfiorando gli atleti e sfrecciando alla stessa velocità. Come funzioni le riprese con i droni di Milano Cortina

Niente paura, quel ronzio che sentite durante le gare, non è un guasto della televisione. Potete aspettare a cambiarla. è la controindicazione dell’unico vero cambiamento nel racconto in tv degli sport di velocità. Fino a pochi anni fa uno sciatore che sfrecciava a 150 all’ora scendendo dalle Tofane, a causa di telecamere ferme che schiacciavano la tridimensionalità, sembrava più o meno fermo.
Oggi grazie ai droni si è riusciti a tradurre in immagini la velocità; come fosse una nuova dimensione. Se ne stanno accorgendo tutti con le Olimpiadi di Milano e Cortina – sebbene non si tratti certo di un debutto - dove le telecamere volanti riprendono sci, pattinaggio, salto, slittino, slopstyle, snowboard, anche fondo e biathlon. Ma pilotarli, non è uno scherzo. Serve preparazione, riflessi, precisione.
Uno sport nello sport.

Sono 25 i droni utilizzati dall'OBS (Olympic Broadcasting Services) per offrire agli spettatori una visuale più dinamica. Prospettive immersive, che siano da una pista da sci, dell’ovale del ghiaccio o del canalone degli slittini, grazie a droni che arrivano a 140 chilometri all’ora.
Si tratta di droni Fpv (First Person View) sviluppati su misura dal team olandese Dutch Drone Gods, ognuno pesa appena 243 grammi, e ha un’autonomia di circa cinque minuti che a quelle velocità non è per nulla poca cosa. Anche il sistema di trasmissione delle immagini è stato programmato ad hoc, per parlare la stessa lingua dei mezzi televisivi.
A condurre i droni sono piloti professionisti che indossano visori che offrono la stessa visuale in prima persona che viene trasmessa in televisione. o sui canali di streaming. Ad affiancare il pilota ci sono poi un regista e un tecnico che coordinano le traiettorie e la gestione dell’immagine.

Pericoli e influenza sulle prestazioni sportive? Non si possono escludere, ma nessun atleta fino a questo momento si è lamentato. Qualcuno ricorderà l’incidente sfiorato passato il 22 dicembre 2015 quando un drone si schiantò al suolo sfiorando Marcel Hirscher impegnato nello slalom di Madonna di Campiglio. Ma da quel momento è cambiato il mondo delle riprese. Prima il drone veniva utilizzato come una telecamera dall’alto, ora segue da vicino l’atleta andando alla stessa velocità. Semmai, ora, è anche più pericoloso. Per questo i piloti, come Shaggy Fpv, sono professionisti che si esercitano per ore e studiano traiettorie e percorsi.
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