Velocità, piloti e traiettorie. I droni stanno raccontando una nuova Olimpiade

Immagini spettacoli, sfiorando gli atleti e sfrecciando alla stessa velocità. Come funzioni le riprese con i droni di Milano Cortina

Federico Cipolla
Sofia Goggia ripresa da un drone durante le Olimpiadi
Sofia Goggia ripresa da un drone durante le Olimpiadi

Niente paura, quel ronzio che sentite durante le gare, non è un guasto della televisione. Potete aspettare a cambiarla. è la controindicazione dell’unico vero cambiamento nel racconto in tv degli sport di velocità. Fino a pochi anni fa uno sciatore che sfrecciava a 150 all’ora scendendo dalle Tofane, a causa di telecamere ferme che schiacciavano la tridimensionalità, sembrava più o meno fermo.

Oggi grazie ai droni si è riusciti a tradurre in immagini la velocità; come fosse una nuova dimensione. Se ne stanno accorgendo tutti con le Olimpiadi di Milano e Cortina – sebbene non si tratti certo di un debutto - dove le telecamere volanti riprendono sci, pattinaggio, salto, slittino, slopstyle, snowboard, anche fondo e biathlon. Ma pilotarli, non è uno scherzo. Serve preparazione, riflessi, precisione.

Uno sport nello sport.

Sono 25 i droni utilizzati dall'OBS (Olympic Broadcasting Services) per offrire agli spettatori una visuale più dinamica. Prospettive immersive, che siano da una pista da sci, dell’ovale del ghiaccio o del canalone degli slittini, grazie a droni che arrivano a 140 chilometri all’ora.

Si tratta di droni Fpv (First Person View) sviluppati su misura dal team olandese Dutch Drone Gods, ognuno pesa appena 243 grammi, e ha un’autonomia di circa cinque minuti che a quelle velocità non è per nulla poca cosa. Anche il sistema di trasmissione delle immagini è stato programmato ad hoc, per parlare la stessa lingua dei mezzi televisivi.

A condurre i droni sono piloti professionisti che indossano visori che offrono la stessa visuale in prima persona che viene trasmessa in televisione. o sui canali di streaming. Ad affiancare il pilota ci sono poi un regista e un tecnico che coordinano le traiettorie e la gestione dell’immagine.

Il drone che nel 2015 si schiantò vicino a Hirscher
Il drone che nel 2015 si schiantò vicino a Hirscher

Pericoli e influenza sulle prestazioni sportive? Non si possono escludere, ma nessun atleta fino a questo momento si è lamentato. Qualcuno ricorderà l’incidente sfiorato passato il 22 dicembre 2015 quando un drone si schiantò al suolo sfiorando Marcel Hirscher impegnato nello slalom di Madonna di Campiglio. Ma da quel momento è cambiato il mondo delle riprese. Prima il drone veniva utilizzato come una telecamera dall’alto, ora segue da vicino l’atleta andando alla stessa velocità. Semmai, ora, è anche più pericoloso. Per questo i piloti, come Shaggy Fpv, sono professionisti che si esercitano per ore e studiano traiettorie e percorsi.

 

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