Olimpiadi, Milano blindata da seimila uomini. L’Ice al consolato Usa

La cerimonia inaugurale dei Giochi invernali: ci sarà Snoop Dogg, incognita su Dua Lipa. Sicurezza massima per i capi di Stato, attesi Vance e Macron

Laura Berlinghieri
Giochi di luce all’Arco della Pace, dove arderà il braciere olimpico
Giochi di luce all’Arco della Pace, dove arderà il braciere olimpico

Milano, sotto i riflettori del mondo, viene scrutata dal cielo e da terra. È un groviglio di regole e zone rosse, di divieti e sospensioni. Milano blindata. Tecnologie radio a ottomila frequenze, droni, assetti radar e seimila uomini per la sicurezza. Duemila carabinieri e quasi altrettanti poliziotti, e poi millecinquecento alpini, e pure i tiratori scelti. Anche l’Ice, si sa; non il suo braccio operativo, ma l'Home security investigation, vale a dire il suo organismo investigativo: lavorerà all'interno del Consolato, a Milano, e non sul territorio.

È una macchina che dovrà funzionare alla perfezione. Per annientare il rischio terroristico; ma in generale per evitare qualsiasi problema di ordine pubblico. Perché gli appigli sono infiniti: dalla presenza degli agenti dell’Ice (appunto), a Milano anche per accompagnare il vicepresidente Usa J.D. Vance e il segretario di Stato Marc Rubio (ri-appunto). E, più in generale, la vetrina sul mondo.

Milano si blinderà completamente venerdì 6 febbraio, giorno della cerimonia inaugurale. Chiusa piazza Duomo con le vie limitrofe, chiuso nel pomeriggio parco Sempione. Sconsigliati i transiti da est a ovest. Nelle zone rosse, divieto di lasciare bici o monopattini, i cestini saranno tolti o sigillati. I documenti sempre in tasca. E divieto di sosta totale lungo il corteo dei dignitari, dalle 15 alle 22, col transito delle autorità da via Senato fino a San Siro.

Un assaggio della Milano in lockdown si avrà già giovedì 5, il giorno della cena dei capi di Stato alla Fabbrica del Vapore. Ci sarà il presidente Sergio Mattarella con la premier Giorgia Meloni. Rubio con J.D. Vance. La loro presenza, l’indomani in tribuna al Meazza, rischia di essere l’innesco di un nuovo, piccolo caso diplomatico. Il cerimoniale dell’evento vorrebbe il vicepresidente americano seduto accanto al presidente francese Emmanuel Macron – sarà lui a raccogliere la bandiera olimpica, in vista dei prossimi Giochi sulle Alpi francesi – il quale però avrebbe tradito imbarazzo, visti i recenti trascorsi con Donald Trump.

In totale, sono attesi cinquantadue capi di Stato. Ci saranno il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, lo svizzero Guy Parmelin, la principessa Anna, il principe Alberto di Monaco, l'emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani, il principe giordano Faisal Bin Al Hussein, la consigliera di Stato cinese Shen Yiqin e il segretario dell'Onu António Guterres. Tutti scortati da squadre di sicurezza dei rispettivi Paesi.

«Alle 20 del 6 febbraio sarà tutto pronto» assicura il presidente della Fondazione Milano-Cortina, Giovanni Malagò. L’ora X: quella dell’inizio della cerimonia, diretta dal “genio” Marco Balich. Evento diffuso, con cuore a San Siro, con echi a Cortina, Predazzo e Livigno: le altre sedi di gara.

La superstar internazionale attesa sul parco è Mariah Carey. Cui si è aggiunto, nei giorni scorsi, il rapper Snoop Dogg, ambasciatore dello spirito olimpico. Ma c’è chi vagheggia persino l’arrivo di Dua Lipa, suggerito da una promessa, proferita a mezza bocca, dalla popstar stessa, nel novembre scorso in visita a Milano: «Ci vediamo lì»; tanto è bastato a scatenare l’onda. E ci saranno gli italiani, ma internazionali, Andrea Bocelli – un habitué delle cerimonie olimpiche: sul palco anche per Torino 2006 – e Laura Pausini, e poi Ghali. Altra superstar internazionale sarà Tom Cruise, ambasciatore dei Giochi di Los Angeles del 2028; gli italiani Pierfrancesco Favino, Matilda De Angelis e Sabrina Impacciatore; e i due attori canadesi Hudson Williams e Connor Storrie.

Perché tanto è stato svelato di questa cerimonia, ma tanto è ancora da raccontare. A partire da quella che, Olimpiade dopo Olimpiade, si conferma la sorpresa più grande: l’identità dell’ultimo tedoforo, che accenderà il braciere a San Siro. A portare la fiamma olimpica a Milano sarà anche la nuotatrice di casa nostra Federica Pellegrini, costretta a sfilarsi a Verona, dove era attesa. E un ruolo lo avrà il bambino di Vodo di Cadore, lasciato a piedi dall’autobus di ritorno da scuola. Ma la curiosità è tutta riservata all’ultimo tedoforo. Si parla dei grandi campioni della neve come Deborah Compagnoni, Alberto Tomba, Manuela Di Centa e Gustav Thöni, ma non si escludono comparse dagli altri sport, come il tennis, con Jannik Sinner. Ormai manca poco.

 

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