Allez les Bleus: perché la Francia domina nel biathlon

Le origini del dominio d’Oltralpe nella disciplina olimpica: gruppi sportivi e una cultura diffusa per lo sport

Antonio Simeoli

Justine Braisaz-Buchet, 29 anni, tra l’altro un oro olimpico in bacheca, 7 Mondiali, 24 vittorie in Coppa del Mondo e un totale di 40 podi conquistati finora, per dare un’idea di quanto sia forte il movimento del biathlon in Francia, ieri non è stata selezionata per la staffetta. C’erano, invece, Lou Jeanmonnot, al terzo oro ai Giochi, Julia Simon e le più giovani Camille Bened e Ocean Michelon, rispettivamente 25 e 23 anni. “Allez le Bleus” cantavano ieri i centinaia di tifosi francesi presenti all’arena, ebbri di gioia per aver sentito ancora una volta rieccheggiare le note della Marsigliese nella valle di Anterselva. «Sono fortissimi e hanno un grande futuro davanti», dice Doroitha Wierer alle tv francesi.

I numeri dei galletti in questa campagna d’Italia a due gare dalla fine sono questi: 10 medaglie su 17 nelle gare finora disputate, 5 medaglie d’oro. A conti fatti, l’unica gara in cui sul podio non è stata issata una bandiera francese è quella dell’inseguimento vinto domenica da Lisa Vittozzi.

Le donne si prendono tutto, per la Simon ieri terzo oro, ma lo fanno anche gli uomini, perché Quentin Fillon Maillet, martedì trascinando la staffetta, ha portato a casa finora la stessa argenteria pesante. Nella generale di Coppa del mondo piazzano 5 atleti tra i primi 20, le donne una in più.

Perché i francesi dominano così? È questione di scuola, di programmazione. C’è un nome e un cognome che ha fatto tanto recentemente per il movimento: Martin Fourcade. Ha dominato con 7 Coppe del mondo, 6 ori olimpici, 7 Mondiali e medaglie varie, e altrettante Coppe del mondo. Ha caratterizzato l’ultimo ventennio. Domenica, tra le due gare a Inseguimento, gli è stato consegnato l’oro vinto a Sochi 2014 causa squalifica per doping di chi lo aveva battuto.

Suo fratello Simon è il ct della Francia. È un bel’ambientino quello dei galletti: la Simon era finita nei guai per aver utilizzato il bancomat della Braisaz Buchet, alla Michelon una compagna delle nazionale giovanile aveva tentato di manomettere la carabina per farla sbagliare. Insomma, non è tutto rose e fiori, si sgomita per un posto al sole, ma i risultati arrivano. E arriveranno.

I numeri del biathlon in Francia? Poco meno di mille praticanti, in Italia ce ne sono 700 non molti di meno, di cui solo il 7 per cento fa agonismo. Molti atleti, come in Italia, sono supportati dall’Armée de Champions e perciò inquadrati o come Esercito o come Doganieri. Il biathlon attira gli sponsor ed è seguitissimo. L’Equipe ha spedito due inviati e un fotografo per due settimane qui ad Anterselva e oggi, gettonatissima, è l’ennesima fotona in prima pagina dei suoi talenti d’oro. Il Psg dovrà saltare un giro. E non è la prima volta.

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