Ecco il nostro tour nelle case olimpiche di Cortina
Campi da curling in miniatura, bevande gratis e viste mozzafiato: ecco perché le Olpimpiadi non sono solo sport ma anche un legame tra cultura e tradizioni

Nel Risiko delle Olimpiadi ci si cimenta nel curling a Casa Svizzera. Ci si sfida a sparare a occhi chiusi a Casa Germania. Ci si riempie gli occhi dello spettacolo delle Dolomiti a Casa Austria. E poi ci si lascia andare al terzo tempo delle gare a Casa Slovenia, tra birre e prodotti tipici della cucina locale.
Collezionare le visite nelle varie “case” delle Olimpiadi è uno sport nello sport. Punti di ritrovo delle delegazioni sportive di tutto il mondo, in queste case l’entusiasmo si muove al ritmo dei successi delle differenti nazionali. È l’Olimpiade che supera i confini sportivi, diventando altro: diventando movida, diventando divertimento, diventando esibizione delle ricchezze locali.
Casa Slovenia
E così Casa Slovenia – in pieno centro, a pochi passi dalla fan zone ufficiale – è il luogo in cui gustare prodotti tipici della cucina locale. Ma anche dove divertirsi al ritmo della musica, fino a sera inoltrata. Aperta a tutti, è una delle case più visitate dagli appassionati, che poi se ne vanno avendo fatto il pieno di gadget: bandierine slovene, burrocacao, fino alle tipiche spillette verdi “I love Slovenia”.

Casa Svizzera
Tra le case straniere, è la più centrale. Ma la più gettonata è un’altra: Casa Svizzera, a due passi dallo stadio del curling. Amatissima dai tifosi, e specialmente dai bambini, che vengono qui per ripetere i gesti di Amos Mosaner e Stefania Constantini, grazie a una piccola pista allestita per l’occorrenza. Ma a Casa Svizzera tutto parla d’Olimpiade: i posti a sedere ricavati all’interno di una cabinovia, il modellino del bob (rigorosamente rosso) dove farsi fotografare.

Casa Italia
Un altro modellino del bob lo troviamo anche all’esterno di Casa Italia, accanto all’installazione dei cinque cerchi, protetta dalla bellezza delle Tofane: eccola, la foto cartolina di questa Olimpiade. Il punto di ritrovo della nostra nazionale è ristorante, è bar ed è pinacoteca. Ci sono opere di Giorgio De Chirico e Giacomo Balla, di Joseph Kosuth e Mario Ceroli, e poi di Hermann Nitsch e Sol LeWitt: apprezzate persino dal presidente Sergio Mattarella, a Casa Italia dopo il primo, splendido oro di Federica Brignone.
Casa Austria
Il nostro tour nelle case ci porta fuori dal centro, in via Cadin di Sotto, per Casa Austria: la più amata dai figli della notte. Non a caso, proprio qui Brignone ha deciso di festeggiare il suo primo successo. Circondata dalle vette meravigliose delle Dolomiti, Casa Austria è la risposta perfetta a chi si chiede perché, a Cortina, lo spirito olimpico abbia attecchito più che a Milano. Il panorama è la risposta perfetta. Qui i tifosi austriaci (ma non solo) si ritrovano tutto il giorno davanti ai maxischermi per assistere insieme alle prestazioni degli atleti di casa, rigorosamente di fronte a un boccale di birra.
Casa Germania
Scene simili a Casa Germania, al Golf Club Cortina. Sorta di Oktoberfest sportiva durante il giorno, location iperesclusiva la sera: si può entrare soltanto su invito oppure pagando un biglietto, alla modica cifra di 350 euro. Il divertimento, comunque, è assicurato. Tra le gare sui maxischermi, l’importante offerta culinaria. Ma, soprattutto, le tante discipline che si possono praticare, chiaramente in formato ridotto: dal curling all’hockey su ghiaccio, fino al parabiathlon.
Ecco dunque il nostro tour tra le case presenti a Cortina – le altre si trovano nelle ulteriori città di gara. Terzo tempo dello sport, finite le gare.

Riproduzione riservata © il Nord Est









