Fauner-Malagò, stretta di mano: «Chiusa la polemica sui tedofori»
La strana coppia in tribuna. Mauro Corona: «Ma perché parlano male delle Olimpiadi?»

La strana coppia. Ad applaudire gli azzurri e i fenomeno scandinavi del fondo c’erano anche il monumento dello sci nordico italiana Silvio Fauner e Mauro Corona, scultore, scrittore ed ora anche showman televisivo.
Fauner, polemica chiusa
Un po’ di dispiacere per la mancanza di azzurri nella finale, ma anche la volontà di chiudere la polemica sui tedofori che ha tenuto banco nella vigilia dei Giochi. Non è passata inosservata la stretta di mano con l’ex presidente del Coni Giovanni Malagò (ora presidente della Fondazione Milano Cortina), con tanto di foto di rito fatta da un tifoso.
“Sissio”, hai fatto discutere tutta Italia con la querelle dei tedofori. Con questa foto con Malagò possiamo considerarla chiusa?
«Sicuramente sì, forse se n’è parlato anche troppo se devo dire la verità».
Sulla linea d’arrivo ti trovi a tuo agio…
«Diciamo di sì, quando ti trovi in una gara delle Olimpiadi e quando vedi assegnare una medaglia, è sempre emozionante. L’amore poi per il fondo resta».
Non sono i centomila di Lillehamer 1994 che tu De Zolt, Albarello e Vanzetta di Lillehammer, scrivendo una delle pagine di sport italiane più belle, ma la Val di Fiemme ha risposto bene.
«Sarà difficile ritrovare un pubblico come quella di quella volta in Norvegia. Però in Italia ci comportiamo comunque bene. Mi pare che stia andando tutto alla perfezione».
Come cresce il gruppo azzurro del fondo?
«La squadra della sprint è molto forte, indipendentemente dal risultato di oggi. E ci sono giovani di valore, dopo Federico Pellegrino. Senza dimenticare anche talenti forti nelle distanze, come il mio concittadino di Sappada Davide Graz, domenica ottavo nello skiathlon. Proprio in quella gara i nostri hanno pagato sci non ottimali nella prima, altrimenti poteva finire diversamente».
Mauto Corona e gli anti-Olimpiadi
Ormai Mauro Corona è una star e, anche per il look che lo caratterizza, è riconosciuto da tutti in tribuna.
Sei qui per partecipare alla team sprint di Fauner?
«Sarebbe una buona idea, Mi emoziona il fondo e sono molto appassionato. Ho anche gareggiato da giovane e non me la cavavo male. Peccato che non potevo arruolarmi in qualche gruppo sportivo, perché (sorride, ndr) avevo una fedina penale disastrosa».
Come ti pare il clima di queste Olimpiadi?
«Bellissimo e non capisco davvero perché qualcuno debba parlare male di questa manifestazione meravigliosa. Non ha senso che esistano i detrattori dei Giochi, che sono l’unica cosa bella che ci rimane. Ma la buttano sempre in politica. Forse se venissero a vedere le gare si renderebbero conto delle emozioni che provano i tifosi. È un grande momento di aggregazione».
Quanto può lasciare all’Italia questo evento?
«Molto, ma sarebbe anche utile che le strutture costruite restassero nel territorio per essere riutilizzate. Che ne so, per creare una scuola di musica, di arte, degli alloggi per la gente. È un peccato, ad esempio, che venga smantellato il villaggio olimpico di Cortina. Che senso ha costruire e poi disfare?».
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