Tutti pazzi per il curling, e la Roomba impazza sui social

Dalla pista olimpica al fenomeno della rete: grazie a Milano Cortina lo sport sta guadagnando l’attenzione del mondo (con non poca ironia)

Edoardo Fioretto
Il popolo dei social si è innamorato del curling, diversi i contenuti umoristici che stanno rendendo ancor più popolare lo sport invernale
Il popolo dei social si è innamorato del curling, diversi i contenuti umoristici che stanno rendendo ancor più popolare lo sport invernale

Sopra il ghiaccio freddo delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 è scoppiata una piccola rivoluzione culturale che nessuno, neanche gli addetti ai lavori, aveva previsto: il curling, sport da sempre considerato di nicchia, è diventato un fenomeno globale sui social media. Dai meme alle parodie domestiche, la disciplina che all’apparenza somiglia a una versione elegante delle bocce su ghiaccio si è trasformata in uno degli eventi più discussi e condivisi della prima settimana dei Giochi.

La scena si è aperta con video virali in cui utenti di mezzo mondo reinterpretano il curling con oggetti di uso quotidiano: pentole scivolate sui pavimenti, robot aspirapolvere inseguiti con scope improvvisate, o perfino teiere lanciate con l’impegno tattico di un olimpionico. Ogni post suscita risate, commenti e nuovi remix, trasformando la competizione in un linguaggio comprensibile anche a chi non conosce le regole di gioco.

Il motivo del boom è semplice: il curling è visivamente singolare e sorprendentemente coinvolgente. Tra strategie complesse, lanci millimetrici e quel contrasto affascinante tra calma apparente e tensione agonistica, ha conquistato i cuori di chi normalmente segue solo sport “classici”. Commenti su comunità come Reddit mostrano spettatori che ammettono di non aver mai guardato curling prima d’ora, ma di essere ora “completamente presi” dalla tattica e dalla fisica dietro ogni lancio.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Questa esplosione mediatica è accompagnata da un altro tratto tipico della cultura online: il meme come vettore di popolarità. Il “Curling Baby”, il bimbo che con una scopa quasi più grande di lui imita i lanci sul ghiaccio di Briar Schwaller-Huerlimann e Yannick Schwaller, ha raccolto milioni di visualizzazioni e commenti estasiati.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Al centro dell’attenzione non ci sono solo gli aspetti comici o curiosi. Anche personaggi famosi hanno scatenato conversazioni inaspettate: il rapper Snoop Dogg, presente ai Giochi come figura di supporto e intrattenitore, è apparso vicino alla zona curling, ha provato a spazzare sulla pista e ha chiesto selfie con atleti come Bruce Mouat e Jennifer Dodds, generando ulteriori meme e discussioni.

Oltre i numeri: l’avvicinamento globale

La popolarità del curling alle Olimpiadi di Milano Cortina non è un fenomeno passeggero, ma il segno di un avvicinamento del pubblico globale verso sport tradizionalmente meno seguiti. Le reti televisive in Italia hanno registrato ascolti sorprendenti per le gare di curling, con milioni di telespettatori sintonizzati su Rai 2 durante le dirette serali dedicate alla disciplina.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Su piattaforme come Reddit o TikTok, sempre più utenti condividono clip, analisi e battute, creando una comunità di appassionati che non si limita alla cronaca dell’evento ma entra nel merito delle regole, delle strategie e delle personalità in campo. E se qualcuno continua a chiamarlo scherzosamente “gioco delle scope su ghiaccio”, i nuovi fan sanno che dietro quel gesto c’è una combinazione di strategia, precisione e psicologia sportiva che lo rende, in realtà, uno degli eventi più intriganti dei Giochi. 

Una storia antica che diventa pop

Dietro il fenomeno social, però, c’è uno sport con una storia profonda e regole affascinanti. Il curling è nato nel XVI secolo come passatempo nelle gelide pianure del Nord Europa e da allora è entrato nei programmi olimpici invernali regolarmente da Nagano 1998. Consiste nel far scivolare su una lastra di ghiaccio dischi di granito chiamati stone il più vicino possibile al centro di un bersaglio circolare, con squadre che alternano lanci e spazzate strategiche.

Le stone stesse sono un elemento iconico: realizzate in granito di alta qualità da specialisti come Kays of Scotland (fornitore esclusivo per Milano Cortina), sono pesanti da regolamento tra i 17,2 e i 19,9 chilogrammi, e devono resistere al gelo, alla frizione e a migliaia di impatti. La maggior parte delle pietre ufficiali è fatta di granito che proviene dall’isola di Ailsa Craig, nel Firth of Clyde (Scozia), famosa per la sua roccia densa e resistente.

Il costo di una singola stone certificata può superare i 600 dollari USA (circa 550-600 euro), il che significa che un set completo per una partita (16 pietre) può avvicinarsi ai diecimila euro, anche se in alcuni casi supera abbondantemente i sedicimila euro per i set professionali. Questo prezzo riflette non solo il costo del materiale ma anche l’artigianalità della lavorazione e gli standard tecnici richiesti dalle competizioni internazionali.

Le partite dell’Italia e la finale per il bronzo

Il clamore online si intreccia con l’andamento sportivo sul ghiaccio di Cortina d’Ampezzo. La coppia italiana Stefania Constantini e Amos Mosaner, campioni olimpici nel doppio misto a Pechino 2022, ha raggiunto la semifinale contro gli Stati Uniti in una partita tiratissima conclusasi 8-9 al termine dell’ultimo end.

Gli Azzurri, sostenuti da un pubblico vibrante, erano in vantaggio negli scambi finali, ma il duo statunitense Cory Thiesse e Korey Dropkin ha capitalizzato gli ultimi lanci con freddezza e tattica, guadagnando l’accesso alla finale per l’oro.

Nonostante la delusione per l’esito, Constantini e Mosaner non si arrendono: Oggi, martedì 10 febbraio, si giocheranno la medaglia di bronzo contro la Gran Bretagna, in un appuntamento che potrebbe coronare con un podio la loro campagna olimpica di casa.

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